Nuovo colpo ai corleonesi, sequestrati beni a parente di Totò Riina

Nel mirino degli investigatori Mario Salvatore Grizzaffi, parente del capo indiscusso di Cosa Nostra Totò Riina. Sigilli a beni per 500 mila euro

Nuovo colpo al mandamento mafioso dei corleonesi. I carabinieri del Ros insieme ai militari del Comando di Corleone hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro dei beni emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, su proposta della Procura della Repubblica di Palermo nei confronti di Mario Salvatore Grizzaffi e del suo nucleo familiare. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 500.000 euro.

L'uomo - secondo gli investigatori - fa parte di una delle famiglie più influenti all’interno del panorama mafioso della provincia palermitana, quella appunto dei Grizzaffi. Questo dato non è ricavabile esclusivamente dalla mera parentela con il suo principale esponente, nonché capo indiscusso dell’organizzazione mafiosa siciliana, ormai defunto Totò Riina, "ma - spiegano dal Comando - piuttosto trova autonomo e ben più grave fondamento dall’analisi delle vicende storico–giudiziarie che hanno riguardato ciascuno dei suoi componenti e, segnatamente, proprio Mario Salvatore Grizzaffi.

Le indagini patrimoniali condotte dai carabinieri del Ros con il supporto della Compagnia carabinieri di Corleone, costituiscono il completamento della più generale attività di contrasto condotta dai carabinieri nei confronti del potente mandamento mafioso di Corleone, uscito depotenziato negli ultimi 5 anni, dagli esiti delle indagini Patria, All Stars e Grande Passo, e dai sequestri dei beni a carico del defunto capo mafia Totò Riina e del fratello Gaetano, attualmente detenuto per mafia e dei fratelli Rosario Lo Bue, al vertice del mandamento dei corleonesi e Calogero Lo Bue.

L'operazione che ha portato al sequestro di questa mattina, ha consentito di colpire ancora una volta il mandamento mafioso dei corleonesi e, di individuare il patrimonio riconducibile a Mario Salvatore Grizzaffi e al suo nucleo familiare. beni sequestrati sono localizzati tutti nella provincia di Palermo, e sono costituiti da un’abitazione, un magazzino, un’autovettura, 8 rapporti bancari e 6 polizze assicurative. "Punto cruciale dell'indagine patrimoniale - spiegano gli investigatori dell'Arma - è rappresentato dalla evidente sperequazione tra i redditi dichiarati negli anni da Grizzaffi e dai propri congiunti, da cui è stato possibile ipotizzare l'utilizzo di mezzi e di risorse finanziarie illecite".

Il sequestro arriva a pochi giorni dalla visita di una delegazione della Commissione nazionale antimafia, guidata dal suo presidente, Nicola Morra, a Corleone. La prima tappa è stata via Cesare Terranova che, fino ad un anno fa, si chiamava via Scorsone. Oggi qui continua a vivere la vedova del boss Totò Riina, Ninetta Bagarella. Il 17 novembre 2018, le tre commissarie prefettizie che hanno retto il Comune tra il 2016 e il 2018, dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, hanno intitolato la strada al giudice ucciso dalla mafia a Palermo il 26 settembre 1979. Ad attendere il presidente della Commissione, Nicola Morra, e i rappresentanti della Commissione c'era un gruppo di studenti delle due scuole superiori di Corleone, l'Istituto agrario "Di Vincenti" e il liceo "Don Giovanni Colletto".

Gli allievi hanno letto alcuni brani tratti da testi del giudice Terranova. Tra i presenti anche il prefetto di Palermo Antonella De Miro, Rosanna Mallemi e Giovanna Termini, due delle commissarie prefettizie a Corleone fino a novembre dello scorso anno, assessori, presidente del consiglio comunale e consiglieri di maggioranza e opposizione, il segretario generale del Comune di Corleone, il deputato nazionale Giuseppe Chiazzese, i parenti del giudice Terranova, Vincenzo Agostino, padre dell'agente di polizia Antonino ucciso nel 1989.

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