Va al Recco la gara 1 della finale scudetto: 10-7 sul Posillipo (3-4, 3-1, 3-1, 1-1) ma a dirla tutta la gara l'hanno vinta i due arbitri che Porzio, coach biancoceleste non ha esitato a definire «psicopatici», quando nella IV frazione è stato espulso. Teso e bello il primo tempo. E' successo di tutto: gran bella partenza dei napoletani che si portano sul 2-0 con Janovic su rigore e Bertoli che sfrutta un errore della difesa di casa. Gara bella, agonismo alle stelle, rapidi rovesciamenti di fronte. E proprio su una controfuga dei recchelini capitan Angelini trova la prima rete per i padroni di casa. Ma è molto ballerina la direzione della gara da parte di Paoletti. Ma la nota più bella viene dal siparietto che vede protagonista Cristina Taccini, arbitro di Torino e Alessandro Calcaterra: la signora infatti accarezza ripetutamente la schiena di Sandrone che, purtroppo per lui, è unta. E viene espulso definitivamente. Ma non sono finiti gli episodi critici: Tempesti, in uscita riceve un colpo fortuito al naso. E diventa una maschera di sangue. Insomma un primo tempo dove gli animi sono accesi, ma non si traborda nella volgarità. Le cose non cambiano ad inizio di secondo quarto: anzi Varga viene messo out con fallo di brutalità che Paoletti, arbitro romano, esaspera. E Silipo, coach rossoverde, non esita a gridare al delegato Maggio «Questa è la classica compensazione». Rigore e Recco che va ancora in parità. Ma Punta Sant'Anna esplode quando Madaras porta per la prima volta in vantaggio i padroni di casa. Ma il nervosismo la fa da padrone ed entrambe le squadre sembrano non essere contente delle decisioni arbitrali.
La svolta nella terza frazione: Il Posillipo accusa il colpo, ed il Recco prende il largo. Dal 59" della terza frazione i napoletani riusciranno a tornare al gol solo a 31566" della quarta. La gara finisce senza i due allenatori in panchina. A Napoli, sabato prossimo, farà davvero caldo.Pallanuoto, Pro Recco trionfa
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