Pallavolo, il via agli Europei in Turchia con 5 allenatori italiani e tre "oriundi"

Oltre al nostro ct Anastasi, ci sono Bagnoli (Russia), Polidori (Turchia), Prandi (Bulgaria), Zanini (Slovacchia) e Berruto (Finlandia). Velasco, Castellani, Lozano compongono il tris di argentini che in Italia hanno vissuto gran parte della loro carriera

Settembre di 20 anni fa: nella Globe Arena di Stoccolma sbocciava la scuola italiana di pallavolo. E iniziava il ciclo d'oro della nazionale azzurra, pian piano fulcro del movimento internazionale. I migliori giocatori del mondo venivano nel nostro paese per confrontarsi con i colleghi italiani. Tanto che l'italiano è stato a lungo la lingua ufficiale sotto rete.
Con il passar degli anni la serie di vittorie azzurre si è diradata, ma il «verbo» della pallavolo italiana ha continuato ad essere il più seguito. Il trionfo di Andrea Anastasi con la Spagna all'Europeo 2007 ha definitivamente lanciato l'emigrazione dei nostri allenatori sulle panchine di tutta Europa. I metodi di lavoro di casa nostra sono divenuti un modello a cui tutto il mondo del volley si è adeguato, come erano un tempo le grandi scuole dell'Est. E alla rassegna continentale in Turchia, saranno ben cinque i tecnici di casa nostra impegnati. Più altri tre argentini, ma che in Italia hanno vissuto gran parte della loro carriera.
Si comincia con l'accoppiata sulla panchina azzurra Anastasi-Gardini; poi Silvano Prandi, con Camillo Placì secondo, nella Bulgaria; Mauro Berruto, che ha Andrea Brogini come vice, con la Finlandia; Fausto Polidori (un Mondiale cadetti e un Europeo juniores con l'Italia) assistito da Armando Cosentino alla guida del sestetto di casa turco; Emanuele Zanini allena la Slovacchia e ha nel suo staff Marco Fenoglio; infine Daniele Bagnoli siede sulla panchina più prestigiosa, quella della Russia e con lui lavora anche Roberto Piazza, nel prossimo campionato mister di Treviso.
Infine i tre argentini «oriundi»: Julio Velasco, fautore dell'epoca d'oro della nazionale azzurra (due Mondiali, tre Europei e un argento olimpico) guida la Spagna, che conquistò con l'attuale ct azzurro Anastasi l'oro a Mosca; Raul Lozano la rinnovata Germania; Daniel Castellani l'insidiosa Polonia.