Pamplona, ultimo encierro veloce e indolore. Restano solo le polemiche

Corsa rapida e senza incornati nell'ultimo giorno delle celebrazioni a San Firmino: solo 4 ricoverati. Stanotte il «Pobre de mi» che dà
l'arrivederci a Pamplona nel 2010. E intanto «El Mundo» chiede il numero chiuso di corridori o l'abolizione completa degli encierros

Pamplona, ultimo encierro veloce e indolore. Restano solo le polemiche

RAPIDO, INDOLORE E FINAL. L'ottavo e ultimo encierro dei Sanfermines 2009 si è corso stamattina in un tempo quasi da record. Una corsa emozionante e caratterizzata da un'affluenza scarsa e dalla velocità della mandria dell'allevamento di Nuñez del Cuvillo. Soltanto 4 traumi e nessun incornato per l'encierro che chiude la serie di corse di quest'anno, caratterizzata dalla morte di Daniel Jimeno nell'encierro di venerdì.
IL VELOCISTA. Partenza come al solito lanciata da parte degli animali, che prendono subito velocità sulla salita di Santo Domingo. Qualche caduta senza conseguenze in questo tratto, alla fine del quale un toro nero guadagna la testa della mandria, distaccando i manzi e gli altri «bravos». Solo al comando, Encumbrado (questo il nome del toro da 510 kg) parte in fuga e affronta solo il tratto dell'Ayuntamiento e la curva di Mercaderes. Qui, l'unico momento di tensione della corsa, quando Encumbrado travolge (miracolosamente senza incornare) tre ragazzi all'esterno della curva. Gli stessi tre, sfuggiti alle corna di Encumbrado, vengono poi calpestati da altri tre tori, che prima di sorpassarli colpiscono con il muso un altro corridore paralizzato dall'indecisione e dalla paura sulla palizzata esterna di Mercaderes. Nel lungo rettilineo dell'Estafeta, dove di norma si realizzano le corse più spettacolari del percorso (la mandria meno compatta e un po' affaticata rende possibile scattare davanti alle corna dei tori), stavolta però la situazione è diversa: Encumbrado non dà segni di fiacchezza e galoppa a tempi da record. È un encierro «per atleti» e solo qualche corridore abituale riesce a tenergli testa per non più di una trentina di metri. Encumbrado, marchiato con il n° 85, entra nell'arena. Poco dopo, arrivano i suoi «fratelli» e infine, di poco attardato a causa di una caduta all'ingresso della Plaza de Toros, anche l'ultimo animale raggiunge i «corrales». L'ultimo encierro del 2009 si è chiuso senza drammi.
IL BILANCIO SANITARIO. Bilancio - come ieri - abbastanza lieve quello dell'encierro di oggi. Solo 4 i ricoverati, nessuno per incornate. Il più grave è uno scozzese con un trauma cranico da calpestamento subìto nella curva Mercaderes. Altri due ragazzi sono stati ricoverati per la frattura di una caviglia e un altro per una distorsione al ginocchio. È stato poi diramato da Maria Kutz, consigliera per la Salute del Governo di Navarra, il bilancio complessivo di questi nove giorni di festa pamplonese: sono state 889 le persone che dal mezzogiorno del 6 luglio hanno avuto bisogno di cure mediche. Un lieve incremento rispetto agli 811 fatti segnare nel 2008. Di questi 889, sono 47 i ricoverati per ferite o contusioni relative agli encierros (37 traumi, 10 incornati). Uno solo in più rispetto allo scorso anno. Tuttavia, i bilanci sono incomparabili, perché a rendere l'edizione del 2009 storica e tragica ha contribuito la morte di Daniel Jimeno, il 27enne incornato dal toro Capuchino nella corsa di venerdì, la più cruenta di questi Sanfermines (8 traumatizzati e 4 incornati). Gli altri 842 partecipanti che si sono rivolti alla Croce Rossa lo hanno fatto per ferite lievi, intossicazioni alimentari, overdose o - molto spesso - per aggressioni o abuso di alcolici.
LE STATISTICHE. L'encierro di oggi, corso in 2'20" ha raggiunto in cima alla classifica delle corse più veloci di questa edizione l'encierro del 9 luglio corso dai tori di El Ventorrillo e si è piazzato al 15° posto nella classifica generale. In particolare, il toro Encumbrado - entrato nell'arena in 1'49" - per poco non ha battuto il record del toro più veloce della storia (Uraño, dell'allevamento Jandilla, che corse in 1'45"). Quello di oggi è stato il 134° encierro senza incornati (il secondo nelle cinque partecipazioni di Nuñez del Cavillo).
«GIÀ MANCA MENO». Si chiudono così questi Sanfermines che verranno ricordati per la morte ritornata a Pamplona dopo 6 anni e per le polemiche seguite (ieri «El Mundo» ha pesantemente attaccato l'amministrazione della città, reclamando misure che limitino i rischi come il numero chiuso di partecipanti oppure la proibizione assoluta degli encierros). Stanotte, tutte le polemiche, l'allegria e il lutto verranno spenti come le candele che illumineranno tutta la Plaza Consistorial nella cerimonia conclusiva della fiesta, il «Pobre de mi». Un pittoresco arrivederci all'anno successivo che si ripete fin dal 1979: tutta la piazza, salutata dal sindaco di Pamplona, alza al cielo le candele e il pañuelo e canta «Povero me, povero me, è finita la festa di San Fermin!». Baci, addii, partenze. E la sicurezza che dalla mattina dopo «ya falta menos» al prossimo San Fermin.

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