Taxi, caro voli e tassa sulle banche: cosa cambia col Dl Asset

L’obiettivo è la tutela dei cittadini e l’incentivo agli investimenti strategici. Le banche avranno la possibilità di evitare il pagamento della tassa sugli extra profitti

Taxi, caro voli e tassa sulle banche: cosa cambia col Dl Asset
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La Camera dei Deputati ha recentemente approvato il Decreto Legge Asset 2023 con un voto favorevole di 155, 108 contrari e 2 astenuti. Questa misura, già approvata dal Senato, introduce disposizioni urgenti che riguardano una vasta gamma di materie, con l'obiettivo di tutelare gli interessi nazionali e promuovere gli investimenti. Il decreto Asset 2023 si concentra su vari settori economici, tra cui il trasporto aereo, i servizi bancari, il settore dei taxi, le imprese che ricevono agevolazioni pubbliche e persino il settore vinicolo. Ecco alcune delle principali disposizioni contenute nel decreto.

Extraprofitti

Le banche avranno la possibilità di evitare il pagamento della tassa sugli extra profitti. Secondo questa revisione, gli istituti di credito potranno optare per l'investimento di un importo equivalente a 2,5 volte il valore dell'imposta per rafforzare il proprio patrimonio. Ci sono dei cambiamenti anche per il limite massimo dell'imposta, che passa dall'0,1% del totale dell'attivo all'0,26% dell'importo totale dell'esposizione al rischio su base individuale, escludendo i titoli di Stato. Il calcolo dell'imposta straordinaria sarà basato su un'aliquota del 40% applicata al margine degli interessi, come definito nella voce 30 del conto economico secondo gli schemi approvati dalla Banca d'Italia, relativo all'esercizio precedente a quello in corso all’1 gennaio 2024, a condizione che tale margine superi di almeno il 10% quello registrato nell'esercizio precedente a quello in corso all’1 gennaio 2022.

Algoritmo voli

Una delle importanti novità di questo decreto riguarda il rafforzamento dei poteri dell'Antitrust nel settore del trasporto aereo. L'Authority ora può procedere con accertamenti specifici contro le compagnie aeree che adottano pratiche restrittive della concorrenza o abusano della loro posizione dominante, soprattutto quando utilizzano algoritmi per determinare le tariffe, specialmente in periodi di picco della domanda o emergenza nazionale. Viene poi vietata la profilazione degli utenti mentre i gestori aeroportuali sono ora obbligati a pubblicare i sussidi ricevuti dalle compagnie aeree, aumentando così la trasparenza nel settore.

Tetto sui biglietti aerei

Le amministrazioni competenti dovranno fissare le tariffe massime per i vettori che operano su rotte con oneri di servizio pubblico. Questo obbligo di definire le cifre mira a evitare un sensibile rialzo dei prezzi per i viaggiatori. Il tetto massimo verrà indicato nei bandi di gara per l'assegnazione delle rotte.

Aumento delle licenze per taxi

Il decreto risponde anche alle crescenti esigenze dei servizi di taxi. I comuni capoluogo di regione o quelli sede di città metropolitana o aeroporto possono ora aumentare il numero di licenze fino al 20% di quelle già rilasciate, attraverso procedure snelle e concorsi straordinari. Inoltre, è possibile dare licenze temporanee o stagionali a chi è già titolare.

No a delocalizzazioni

Le grandi imprese che beneficiano di agevolazioni pubbliche devono ora rimanere in Italia per un periodo di almeno 10 anni. L'uscita anticipata comporta la perdita dei benefici ottenuti e sanzioni significative.

Investimenti nel settore vinicolo e lotta al Granchio Blu

Il decreto prevede un aumento dei fondi destinati al settore vitivinicolo, in particolare per

affrontare le sfide legate alla peronospora, una malattia delle piante. Inoltre, sono stati stanziati 500mila euro per sostenere consorzi e imprese del comparto acquacoltura nel combattere la proliferazione del granchio blu.

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