A Roma si è conclusa la campagna elettorale per il referendum sulla giustizia promossa da Fratelli d’Italia, Arianna Meloni ha tracciato la strada. "Abbiamo iniziato a fare politica nel '92 e sentivo già allora parlare della riforma della giustizia e abbiamo iniziato a fare politica perché non potevamo sopportare di vedere le immagini delle stragi di Capaci e di via d'Amelio”, ha ricordato la responsabile della segreteria politica di FdI: “Non potevamo sopportare che due eroi come Falcone e Borsellino erano stati ammazzati per aver difeso la giustizia e quegli eroi erano due magistrati. E allora come si fa a dire che noi non siamo dalla parte della magistratura? Noi siamo dalla parte della magistratura e questa riforma lo conferma, rafforza l'autonomia e l'indipendenza e la libera dai condizionamenti della politica e dalle correnti ideologizzate".
Nel suo intervento, Arianna Meloni ha evidenziato che la riforma proposta mira a introdurre maggiore responsabilità nel sistema giudiziario: "Con questa riforma chi sbaglia paga, come rispondono tutti quelli che sbagliano in altri settori. È una riforma di buon senso, ci hanno provato in tanti, nessuno ci è mai riuscito, noi possiamo e dobbiamo farcela. Lo dobbiamo alla nostra storia, alla nostra nazione e ai nostri figli". L’esponente di FdI ha inoltre evidenziato che il referendum rappresenta una tappa del programma politico del partito, distinta dal giudizio sull’operato del governo, rimandato alle prossime politiche: "Oggi non siamo qui per parlare del governo, per quello gli italiani potranno valutarlo nel 2027 quando ci saranno le elezioni politiche. Oggi noi siamo qui per un altro tassello del nostro programma: la riforma costituzionale sulla giustizia. Questo è un fatto storico, è una riforma che può fare la storia, perché gli italiani l'aspettano da oltre 30 anni. Ci hanno provato in tanti e tanti governi hanno provato a farla. Nessuno è mai riuscito ad arrivare fino in fondo".
Arianna Meloni ha ripercorso anche l’esperienza di governo del partito, soffermandosi sui risultati ottenuti e sulla stabilità dell’esecutivo: "Siamo arrivati al governo di questa nazione, devo dire che è stato un po' un rompere un pronostico, e abbiamo scritto una pagina di storia. Ci siamo subito resi conto della grandezza del compito che il destino ci aveva riservato, ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi a lavorare e abbiamo risvegliato un popolo e le sue coscienze. Oggi gli italiani sono tornati a credere in questa nazione e sono orgogliosi di essere figli di questa nazione". E ancora: "Abbiamo riportato l'Italia forte e stabile, abbiamo risvegliato questa nazione e la nostra stabilità. Oggi siamo uno dei governi più stabili della storia della Repubblica italiana e questa stabilità è diventata anche certezza economica".
Infine, Arianna Meloni ha espresso un giudizio positivo sulla leadership della sorella premier, sottolineandone il ruolo nel contesto attuale: "Noi abbiamo un grande leader, considerata un leader credibile autorevole e forte in tutto il mondo e anche in una fase così complessa e delicata
come questa è sicuramente una grande profonda tranquillità sapere di avere al governo una persona responsabile e capace come lei. Non oso immaginare se non ci fosse lei a guidare il paese in uno scenario così complesso".