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Il passo avanti di Calabresi e il passo indietro di sinistra e Pd

Sulla sponda del centrosinistra, a caccia di quell'animale politico così oggi di moda che è irresistibilmente attratto dal candidato civico che scopre la sua fede progressista

Il passo avanti di Calabresi e il passo indietro di sinistra e Pd
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E adesso, ad avere un euro, sarebbe davvero difficile non puntarlo su Mario Calabresi: l'ex direttore di Stampa e Repubblica, poi fondatore della società di produzione podcast Chora media che ora punta a diventare sindaco di Milano. Sulla sponda del centrosinistra, a caccia di quell'animale politico così oggi di moda che, vivendo nelle Zone 1 delle grandi città al riparo da delinquenza extracomunitaria e degrado urbano, è irresistibilmente attratto dal candidato civico che scopre la sua fede progressista e il bisogno di mettersi a disposizione di quella società che gli ha dato tanto e a cui tanto vorrebbe restituire. Tentazione, quella del candidato civico, che agita anche la sponda opposta di un centrodestra che rimasto un po' indietro nella corsa, non è ancora arrivato a dover sciogliere il nodo civico/politico. Dubbio che, invece, il sospetto di poter vincere per la quarta volta consecutiva la corsa al Palazzo, metterà d'accordo la rissosa compagine progressista. Con buona pace della politica che così abdica al suo ruolo di guida della comunità. E che, soprattutto nelle fila del Pd, potrebbe questa volta schierare un buon numero di candidati più che potabili. A cominciare da Pier Francesco Majorino, buon politico di lungo corso e tante campagne elettorali che avrebbe maturato il diritto a misurarsi nella città in cui ha pazientemente attraversato tutte le tappe del suo cursus honorum. Il problema per Elly Schlein, più affine a lui che a Calabresi, sarà convincerlo a rinunciare alle primarie. Ma da quelle parti i macchiavellismi non mancano e vige ancora la disciplina di partito.

Così come meriterebbero più attenzioni le speranze di Anna Scavuzzo che tanto impegno ha messo nel suo impegno da vicesindaco e oggi non nasconde le sue ambizioni. Perché chi deciderà, a sinistra ma anche a destra, dovrà tener ben presente che un conto è vincere le elezioni, ben altro è saper essere un buon sindaco.

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