Matteo Salvini torna alla carica. La presidente Pd del Consiglio comunale Elena Buscemi ha dovuto presentare un nuovo testo dell'ordine del giorno, eliminando la richiesta a questore e prefetto di vietare sabato prossimo piazza Duomo all'evento "Senza paura, in Europa padroni a casa nostra" promosso dalla rete dei Patrioti europei ma non molla e oggi chiederà comunque all'aula un voto politico contro un evento che definisce "xenofobo e razzista". E il leader leghista, arrivato ieri pomeriggio al gazebo in piazza Cordusio dove si distribuivano i gadget e volantini sulla manifestazione, ha sparato a zero: "Mi fa strano che un partito che si dice democratico voglia impedire che in piazza Duomo ci siano altri cittadini italiani che non la pensano come la sinistra, che vogliono aiutare famiglie e imprese. È un atteggiamento da vecchi fascisti, non da democratici. La presidente Buscemi ha chiesto al prefetto di vietare la piazza. Ma chi è, il Duce? La Lega non ha mai presentato un ordine del giorno come Lega per impedire un comizio della Schlein, di Conte, di Renzi o di chiunque altro. Mi sembra un atteggiamento volgarmente violento". In piazza, assicura Salvini, "noi saremo tranquilli, sorridenti e determinati". E butta lì che "magari ci sarà anche il prossimo candidato sindaco, un po' di persone con cui stiamo ragionando, stiamo incontrando imprenditori, gente senza tessera, entro l'estate sceglieremo".
Oggi in aula Buscemi conta di fare breccia tra i consiglieri di Forza Italia che hanno criticato il "Remigration Summit", anche se Salvini giorni fa ha chiarito che "il termine non mi fa paura, ma non l'abbiamo usato noi e non le vedete nè sui manifesti nè sui volantini". Era comparso su qualche post sui social della Lega. Neanche la consigliera Fi Deborah Giovanati, che aveva scritto un messaggio durissimo sulla kermesse, non approverà però l'odg e ha depositata una mozione, condivisa con il gruppo, che impegna la presidente a "prevedere una seduta di consiglio straordinaria di confronto, dibattito e approfondimento sul tema dell'immigrazione, dell'integrazione e delle politiche europee in materia di rimpatri e asilo" e su una "presa di posizione sul tema della cosiddetta remigrazione", ma precisa fin dall'inizio del testo che "una democrazia solida si fonda sul confronto aperto delle idee e non sulla loro censura". Il sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, ex assessore ai tempi del sindaco Moratti, sarebbe "contento di accompagnare in piazza gli esponenti Pd e Buscemi, firmataria del testo bavaglio contro la manifestazione della Lega, scopriranno un popolo che intende dialogare persino con portatori di idee antidemocratiche come le loro".
Sarà un sabato politicamente acceso, anche in vista Comunali. Al Marriott di via Washington dalle 9 alle 18 si riunisce il congresso di Noi Moderati con il leader Maurizio Lupi (nella foto) che vorrebbe scendere in campo a Milano. Ha invitato i coordinatori dei partiti di centrodestra, potrebbe portare un saluto anche il presidente FdI Ignazio La Russa che per primo l'ha sponsorizzato come candidato sindaco. Il Pd Milano Metropolitana organizza dalle 9.
30 alle 13 al Teatro Bruno MunariTeatro del Buratto in zona Maciachini "Innamorarsi ancora. Progetto Milano 2050", che avvierà ufficialmente il percorso per il dopo-Sala. E si parlerà (ovviamente) della scelta del nome: primarie sì, primarie forse.