Il Pdl fa ricorso sul "listino": ecco come potrà andare a finire

Milano - La Corte d’appello di Milano ha escluso ieri dalla partecipazione alle prossime elezioni regionali della Lombardia la lista del presidente uscente Roberto Formigoni.

LA DECISIONE I giudici hanno ritenuto fondato un ricorso presentato dai Radicali, avanzato sia nei confronti della lista Formigoni sia contro quella di Filippo Penati, candidato del centrosinistra, le uniche due prese in esame dai militanti radicali. Motivo del ricorso? Irregolarità formali nella raccolta delle firme a sostegno del «listino», cioè la lista di 16 candidati che accompagna l’aspirante governatore in Lombardia.

LE CAUSE Nel ricorso dei Radicali contro Formigoni si denunciava l’irregolarità di 908 firme sulle 3.935 depositate. L’Ufficio centrale della Corte d’Appello ha ritenuto fondate le «doglianze» per 514 firme. Per «mancanza del timbro tondo sui moduli (136 firme), o della data dell’autentica (121), o del luogo dell’autentica (229), o per mancanza della qualifica dell’autenticante (28). Sottraendo le 514 firme contestate alle 3.935 raccolte, le sottoscrizioni sono scese sotto la soglia minima prevista dalla legge, 3.500. Le firme considerate valide sarebbero solo 3.421. Ne mancherebbero dunque 79.

L’EFFETTO Con la delibera il «listino» regionale del presidente uscente non è ammesso. E con esso decadono anche le liste provinciali collegate, quelle del Pdl così come quelle della Lega, entrambe legate a Formigoni come candidato presidente di coalizione. Come atto dovuto, i tribunali provinciali devono comunicare la «ricusazione» alle liste provinciali collegate.

GLI ALTRI PARTITI Il ricorso dei Radicali era rivolto anche contro il listino del centrosinistra. I militanti pannelliani hanno rilevato 414 firme irregolari a sostegno di Penati. La Corte d’Appello ne ha riscontrate solo 173. Sottratte alle 3.795 già ammesse dall’ufficio del Palazzo di giustizia ne restano abbastanza per superare la fatidica soglia delle 3.500.

IL RICORSO Oggi stesso i delegati del Pdl presenteranno ricorso presso la Corte d’Appello, che ha 48 ore di tempo per decidere. Su che basi? Diverse sentenze del Consiglio di Stato, il massimo grado della giustizia amministrativa, considerano irrilevanti alcuni requisiti formali - come i timbri tondi - che invece la Corte di Appello di Milano ha ritenuto indispensabili. Anche solo reintegrando le firme decadute per il problema dei timbri la lista di Formigoni torna al di sopra della soglia minima richiesta. Una decisione negativa potrebbe essere impugnata davanti al Tar, e poi al Consiglio di Stato, che difficilmente potrà dar torto al Pdl e contraddirsi.

IL PRONOSTICO Secondo Ignazio Abrignani, parlamentare e avvocato, responsabile dell’ufficio elettorale del Pdl, «il listino di Formigoni e le liste collegate saranno riammesse al 100%. Non ci sono dubbi». «Sono più preoccupato per il caso di Roma che per quello di Milano», ha assicurato Abrignani.