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Perseguitava sui social Madalina Ghenea: pena di un anno e mezzo per la stalker

L'odiatrice è una donna di 45 anni. La modella e attrice nata in Romania: "Sono qui per tutte le vittime dell'odio"

Perseguitava sui social Madalina Ghenea: pena di un anno e mezzo per la stalker
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È stata condannata a un anno e sei mesi di reclusione e a un percorso in un centro di recupero specializzato, da compiere quando la sentenza sarà definitiva, la donna di 45 anni accusata di stalking nei confronti della modella e attrice Madalina Ghenea. "Lottare per la propria vita in un'aula di Tribunale non è una cosa normale. Ma tacere e ignorare una situazione del genere penso sia una delle cose più sbagliate - ha detto ieri fuori dall'aula l'attrice 38enne nata in Romania -. Oggi sono qui per mia figlia e mia mamma e per tutte le donne vittime di odio. Denunciate, denunciate, denunciate".

Ghenea è parte civile nel processo insieme alla madre, rappresentata dall'avvocato Maria Emanuela Mascalchi. L'imputata la perseguitava sui social con messaggi offensivi e minacce. Il giudice della Quinta sezione penale, Elisabetta Canevini, ha disposto per la hater 45enne la sospensione condizionale della pena subordinata al versamento della provvisionale entro due mesi dal giudizio, se sarà definitivo. Provvisionale che a favore della modella e della madre ammonta a 40mila e 10mila euro. La Corte ha accolto la richiesta avanzata nella scorsa udienza dalla Procura di riconoscere all'imputata le attenuanti generiche equivalenti all'aggravante dell'uso del mezzo informatico e ha poi condannato la donna a una pena di sei mesi inferiore a quella proposta dal pm. L'avvocato Mascalchi aveva chiesto per la modella un risarcimento di 5 milioni di euro e una provvisionale di 500mila euro, mentre per la madre 200mila euro di danni e 50mila di provvisionale. Il giudice ha tuttavia disposto che i danni vengano liquidati con un procedimento civile. Il difensore della 45enne, l'avvocato Fabio Martinez, dopo la lettura del dispositivo ha affermato che prima di decidere se impugnare la sentenza vedrà le motivazioni che saranno depositate in novanta giorni. "Quello che posso dire - ha dichiarato il legale - è che la mia assistita si è sempre dichiarata innocente e ancora oggi esprime solidarietà nei confronti della signora Ghenea". La donna, che vive in Romania, ha sempre sostenuto che qualcuno "si è impossessato fraudolentemente" delle sue credenziali social e ha postato i messaggi persecutori e di minacce.

Tra i vari profili fake usati per inviare messaggi d'odio c'è anche quello di un sedicente "Matteo Messina Denaro". Ghenea ha aggiunto: "È una vicenda dolorosa che ha inciso sulla mia vita personale e professionale". E c'è un'altra indagine in corso su fatti simili: "Tornerò in tribunale ogni volta che sarà necessario. Non rinuncerò mai a chiedere chiarezza, giustizia e responsabilità.

Questo non è solo un percorso giudiziario, ma una presa di posizione netta contro qualsiasi forma di violenza, intimidazione o abuso che tenti di nascondersi dietro l'anonimato o la paura. La verità non è negoziabile. Occorre denunciare e non avere timori".

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