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La candela profumata e l’odore di muffa: la “grande bugia” di Meghan Markle

L’ultimo prodotto messo in vendita da “Es Ever”, il marchio della duchessa di Sussex, ha suscitato un vespaio di polemiche e accuse

La candela profumata e l’odore di muffa: la “grande bugia” di Meghan Markle

Ogni volta che Meghan Markle lancia sul mercato un nuovo prodotto del suo brand, “As Ever”, ottiene una grande visibilità internazionale. Purtroppo, però, l’eco mediatica non è quasi mai positiva: in passato molti hanno criticato la qualità, l’originalità e i prezzi della merce venduta nel suo store online, accusando la duchessa di utilizzare il suo titolo a fini commerciali. Neppure l’ultima creazione del brand fa eccezione. Stavolta, però, Meghan avrebbe addirittura mentito sulla sua vera fonte di ispirazione, sfruttando il giorno del suo matrimonio per guadagnare denaro.

Una candela per ricordare un giorno speciale

Per festeggiare l’ottavo anniversario del loro matrimonio, avvenuto il 19 maggio 2018 nella Cappella di San Giorgio, al Castello di Windsor, Harry e Meghan hanno pubblicato su Instagram 24 foto inedite del grande evento. Quasi in concomitanza con l’anniversario la duchessa di Sussex ha promosso il lancio di due nuove candele profumate del suo brand “As Ever”, come riportato da Page Six. La prima si chiama “084”, numero che si riferisce alla data di nascita di Meghan secondo l’ordine di scrittura usato negli Stati Uniti, in cui viene riportato prima il mese e poi il giorno. La seconda, più interessante, è stata contrassegnata dal numero “519”, ovvero la data del royal wedding. L’essenza di quest’ultima candela è ispirata, come sottolineato sul sito di “As Ever” “alla spensieratezza e alla gioia di una giornata che racchiude i ricordi più preziosi di Meghan: quella del suo matrimonio, il 19 maggio”. La descrizione dice anche che il profumo dovrebbe regalarci “la sensazione del sole caldo e del cielo azzurro circondati da amore e risate”.

Odore di “muffa”?

I tabloid e alcuni insider intervistati da Radar Online non sembrano d’accordo con queste definizioni così romantiche e rammentano un dettaglio già noto ai fan della royal family britannica: nel 2018 il Daily Mail rivelò che la duchessa non sarebbe riuscita a tollerare il presunto odore di “muffa” che, a suo dire, pervadeva la Cappella di San Giorgio. Così avrebbe chiesto alla regina Elisabetta di usare dei nebulizzatori di profumo. In un primo momento il desiderio di Meghan sarebbe stato giudicato “inappropriato” e respinto. Una fonte disse: “A quanto pare a Meghan non piaceva l’odore della Cappella che, come c’è da aspettarsi, è un po’ stantio. Non è sgradevole, comunque. È l’odore di un vecchio edificio, come si può immaginare. Ed è qualcosa a cui la royal family è abituata”.

Una “riscrittura della storia”

Nella biografia “Finding Freedom” (2020) gli autori Omid Scobie e Carolyn Durand confermarono questo aneddoto. A quanto sembra, però, alla fine la regina Elisabetta avrebbe ceduto, seppur a malincuore, alla richiesta di Meghan, concedendole di coprire l’odore naturale e antico della Cappella con la fragranza Diptyque Baies, del brand Diptyque, tra i preferiti della duchessa. Per questo il lancio della candela profumata “519” di “As Ever” ha fatto storcere il naso, è proprio il caso di dirlo, agli insider. Secondo questi ultimi la tanto pubblicizzata atmosfera di felicità e gaiezza che avrebbe suggerito e influenzato la realizzazione del prodotto sarebbe un’invenzione. “La gente ricorda molto bene il trambusto riguardante la Cappella che odorava di muffa”, ha detto una fonte a Radar Online. “Quindi l’idea che ora Meghan stia vendendo una candela che sarebbe ispirata dal suo amore di quel giorno appare completamente assurda. I critici la vedono come la riscrittura della storia per scopi commerciali”.

Meghan mente?

“Nei circoli reali”, aggiunge un altro insider, “c’è chi pensa che trasformando uno degli eventi monarchici più seguiti a livello planetario in un prodotto di lusso sia stato superato un limite. La candela viene percepita come un altro esempio del modo in cui momenti privati della royal family diventano beni commerciali”. La fonte non le manda a dire: “E oltre al danno la beffa: Meghan sta mentendo riguardo a ciò che provava il giorno del suo matrimonio, dicendo che le ricorda dei profumi quando, invece, tutto venne messo in secondo piano dall’odore di muffa che [la duchessa] sentiva nell’antica chiesa in cui si sposò”. Infine l’affondo: “Se voleva essere davvero sincera, doveva realizzare una candela che avesse l’odore di polvere e muffa”.

“Normale per un luogo storico”

L’impressione, derivata dalle ricostruzioni del libro “Finding Freedom”, di Radar Online e del Daily Mail, è che la duchessa di Sussex non avrebbe avuto la sensibilità necessaria per capire che quell’odore “di muffa” era l’odore della Storia, chiamiamolo così. Attenuarlo con un profumo apparirebbe piuttosto grossolano e irrispettoso. Per rendere l’idea sembra di vedere la vignetta dei Peanuts, creati da Charles M. Schulz, in cui il simpaticissimo Pig Pen, rimproverato da Charlie Brown per la sua innata abilità di sporcarsi anche rimanendo fermo, vivendo praticamente in una specie di nuvoletta scura di polvere e sporco, proclama: “…Ho su di me la polvere dei secoli, le reliquie del passato. Chi sono io per profanare la Storia?”.

Lo ha fatto anche Kate (ma in modo diverso)

L’Express ci ricorda che per il giorno delle sue nozze, il 29 aprile 2011, anche Kate Middleton fece una richiesta simile a quella di Meghan. Tuttavia sembra che le modalità siano state diverse. La principessa del Galles, infatti, avrebbe ottenuto di far sistemare in punti strategici dell’Abbazia di Westminster delle candele profumate con la sua fragranza per ambienti preferita, cioè Jo Malone Orange Blossom (una candela da 200 grammi, aggiunge il tabloid, costa 48 sterline). Da anni l’essenza sarebbe in voga tra le giovani spose. Kate avrebbe poi dato istruzioni affinché le candele fossero già accese mentre faceva il suo ingresso in chiesa. Stando alle indiscrezioni, però, la principessa non si sarebbe mai lamentata per l’odore naturale dell’Abbazia come, al contrario, avrebbe fatto Meghan.

I nebulizzatori

Ci sarebbe anche un’altra differenza tra le richieste di Kate e quelle di Meghan, messa in evidenza da una fonte di Radar Online: “Il team di Meghan propose di far andare i collaboratori da una parte all’altra della cappella, poco prima dell’arrivo degli ospiti, usando nebulizzatori per profumare l’aria”. Secondo le ricostruzioni, infatti, “Meghan era insoddisfatta dall’odore naturale della Cappella di San Giorgio e convinta che l’edificio secolare portasse ciò che lei considerava un odore stagnante, di leggera umidità. Pensava che l’atmosfera mancasse della sensazione di freschezza che aveva immaginato per una cerimonia di così alto profilo, nonostante lo staff reputasse l’odore come del tutto normale per un luogo di culto storico visitato da generazioni di reali”. I nebulizzatori con l’essenza scelta da Meghan, specifica il Daily Mail, sarebbero costati 130 sterline ognuno.

“La grande bugia”

La storia dei nebulizzatori di profumo nella Cappella di San Giorgio potrebbe essere un altro colpo alla credibilità di Meghan e del suo brand. Per Radar Online il prodotto e tutta la storia romantica costruita attorno a esso non sono che “una grande bugia”, una narrazione artificiosa creata con l’unico scopo di monetizzare attraverso il sottile legame che ancora esiste tra i Sussex e i Windsor. A tal proposito c’è un altro passaggio interessante nella descrizione della candela “519”, presente sul sito di “As Ever”: il suo profumo, garantisce il brand, “evoca la vivacità di una giornata nella campagna inglese”. Una frase con effetto boomerang che non è sfuggita al Guardian, il quale commenta in maniera ironica: “Meno male che se la ricorda [la campagna inglese], visto che non mette piede in Inghilterra dal settembre 2022 (se non si contano gli scali a Heathrow)”.

Il quotidiano sottolinea pure il prezzo, non proprio economico, di una singola candela, con un titolo che, forse, rispecchia il dubbio di molti: “Chi vorrebbe pagare 64 dollari per celebrare il matrimonio di qualcun altro?”.

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