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“Chiamatemi Caterina”. Cosa c'è dietro il nome di Kate Middleton e la surreale controversia con Re Carlo

Nel recente viaggio in Italia la principessa del Galles ha chiesto ai bimbi di chiamarla con il nome di battesimo che avrebbe suscitato una lite a corte

“Chiamatemi Caterina”. Cosa c'è dietro il nome di Kate Middleton e la surreale controversia con Re Carlo

Kate Middleton è stata in Italia poco più di una settimana fa, il 13 e il 14 maggio 2026, ma l’eco mediatica del suo viaggio è ancora piuttosto forte. Per la principessa i due giorni a Reggio Emilia sono stati un successo in termini di popolarità, sia nel nostro Paese, sia nel Regno Unito. Proprio quello che ci voleva per risollevare le sorti della monarchia messa in crisi dai recenti scandali. Una delle cose che, forse, rimarranno impresse nella memoria collettiva sono le frasi pronunciate in italiano da Kate, in particolare le presentazioni davanti ai bambini che ha incontrato, come “mi chiamo Caterina”, oppure “chiamatemi Caterina”, pronunciate senza esitazione. Il nome della principessa, che evoca quello di grandi imperatrice del passato, sarebbe però stato al centro di una vicenda surreale accaduta a Palazzo, che avrebbe richiesto perfino l’intervento del principe William.

Troppi nomi che iniziano con “C”

Nella nuova biografia dedicata alla principessa del Galles, “Kate! The Courage, Grace and Power of the Woman Who Will Be Queen, pubblicata il 7 maggio 2026, l’autore reale Christopher Andersen racconta un aneddoto che ha lasciato perplessi i lettori. Quando Kate entrò a far parte della royal family Carlo, all’epoca principe di Galles e Camilla, duchessa di Cornovaglia, avrebbero presentato delle rimostranze alla regina Elisabetta per un dettaglio che proprio non avrebbero gradito nella futura principessa: l’iniziale del suo nome. Kate, come tutti sanno, è un diminutivo di Catherine. “Carlo e Camilla”, scrive Andersen, citato da Page Six, “avevano ognuno un monogramma reale che consisteva in una C sormontata da una corona”. Una terza “C” come iniziale di un nome reale sarebbe stata “un’esagerazione”, si sarebbe lamentata la coppia e avrebbe potuto generare confusione nei monogrammi.

Da Kate a Katherine

L’unica soluzione, racconta Andersen, sarebbe stata quella di convincere Kate a cambiare l’iniziale del suo nome, da Catherine a Katherine. In fondo, avrebbero pensato i futuri sovrani, fin dal primo giorno in cui Catherine ha messo piede a Palazzo per i media di tutto il mondo è diventata Kate. Un diminutivo che la rende più vicina al popolo. Cambiare l’iniziale avrebbe addirittura potuto rappresentare una specie di conseguenza logica, secondo la coppia. I due, però, non avrebbero fatto i conti con il carattere forte di Kate, anzi Catherine, che si sarebbe opposta con fermezza, “offesa” da un simile comportamento, dichiara Andersen. Anche il principe William, venuto a conoscenza dei fatti, si sarebbe “infuriato” e avrebbe deciso di rispondere per le rime a nome dell’allora fidanzata, definendo la richiesta di Carlo e Camilla “un insulto…non solo a Kate, ma a tutta la famiglia [Middleton]”.

Un no non inaspettato

Il presunto desiderio di Carlo e della moglie Camilla rasenta l’assurdo. Non è chiaro in che modo un terzo nome royal che inizia per “C” possa confondere l’opinione pubblica, anche se parliamo di una iniziale in un monogramma. Il diniego di Kate è comprensibile, visto che il nome di battesimo è la parte fondamentale dell’identità di una persona, quella che la definisce in maniera immediata agli occhi del mondo. Aveva ragione lo scrittore Dale Carnegie quando sosteneva che il nostro nome è il suono che più amiamo ascoltare, il più dolce. Non si tratta di egocentrismo, ma di attenzione, di riconoscimento della nostra individualità. Certo, nel caso di Kate non si tratta di una variazione di pronuncia, ma poco importa, perché rimane comunque una variazione grafica importante. Catherine e Katherine non sono la stessa cosa. Non sono intercambiabili: Kate non poteva ignorarlo. Lei è Catherine Middleton e non ce ne sarà mai un’altra uguale (e questo vale per ogni singolo abitante della Terra).

La versione di Harry

Christopher Andersen non è il primo a raccontare la vicenda relativa al nome di Kate. Già il principe Harry, infatti, ha accennato a questa storia nel suo libro autobiografico “Spare” (2023): “…Ricordai il periodo in cui [mio padre] e Camilla volevano che Kate cambiasse l’ortografia del proprio nome, perché c’erano già due monogrammi reali con una C e una corona sopra: Carlo e Camilla. Averne un altro avrebbe creato troppa confusione. Cambialo in Katherine con la K, suggerirono. Adesso mi chiesi che ne fosse stato di quel suggerimento”.

“Preferisco Catherine”

Il nome della principessa del Galles è sempre stato oggetto di dibattito. A quanto pare anche gli amici, in contesti informali, le si rivolgevano (e, forse, le si rivolgono tuttora) chiamandola Kate e non Catherine. Usare il diminutivo è un atteggiamento normale tra confidenti. Nel libro “Catherine, The Princess of Wales” (2024) il biografo reale Robert Jobson, citato dal People, rivela che ai tempi del fidanzamento con William Kate avrebbe inviato agli amici un’email in cui chiedeva di chiamarla “Catherine”. Un fatto che avrebbe “solo alimentato le speculazioni”, dichiara ancora l’esperto, sulla possibilità che il principe William avesse intenzione di chiederle di sposarlo di lì a breve.

“Un’email ironica”

Jobson menziona anche un articolo del giornalista Adam Helliker, pubblicato sul Sunday Express nel 2008, in cui si parla proprio di questo aneddoto. Solo che Helliker definisce l’email “umoristica” e riservata “agli amici più stretti”. Il fatto che il contenuto della mail fosse ironico, comunque, non esclude affatto che corrispondesse alla precisa volontà di Kate. La principessa potrebbe aver usato un tono scherzoso come forma di cortesia, per non apparire snob (sebbene, per dirla tutta, la presunta richiesta sia assolutamente normale, un diritto indiscutibile). Stando a Jobson, però, neppure la mail chiarisce se davvero la principessa non abbia mai sopportato il suo diminutivo, oppure se la richiesta fatta agli amici “facesse parte di una preparazione più grande per il suo ruolo pubblico e formale come futura moglie del principe William”. Tuttavia, commenta ancora l’autore, l’impressione era che “[Kate] volesse davvero essere chiamata con il suo nome completo”.

“Catherine, Principessa del Galles”

Il nome e il titolo corretti di Kate sono “Catherine, Principessa di Galles”, oppure “Principessa William di Galles”, puntualizzano al People gli esperti di Debrett’s, la casa editrice britannica specializzata in questioni di galateo ed etichetta reale. “Principessa Catherine”, proseguono, è già meno formale e preciso. In ogni caso, però, tutto il mondo continua a chiamarla Kate, sebbene Kensington Palace e lo stesso William si riferiscano alla principessa usando il suo nome di battesimo.

“Perché la chiamiamo Kate?”

In un articolo dell’aprile 2026 il magazine Hello si è chiesto: “Perché continuiamo a chiamarla Kate Middleton se è la principessa del Galles?”. Molti la chiamano anche “Principessa Kate”. Non si tratta certo di una mancanza di rispetto intenzionale. Più che altro è un’abitudine in parte legata alla SEO, cioè l’insieme di strategie per l’ottimizzazione sui motori di ricerca Internet, come spiegato a Hello da Andrew Coco, senior director of web strategy and SEO alla NBCUniversal: “Probabilmente dipende dalle modalità di ricerca e la propensione delle persone a considerare i due nomi la stessa cosa. In questo esempio specifico…forse [il pubblico] non ha familiarità con il titolo ufficiale…”. Un cambiamento di prospettiva richiede tempo e volontà. Non può essere imposto agli utenti. Non è escluso, però, che possa avvenire in maniera relativamente veloce quando i principi di Galles saliranno al trono.

Per ora, forse, l’atteggiamento più giusto è proprio quello di Kate, che presentandosi in diverse occasioni, la più recente in Italia con i bambini, oppure nel novembre 2022 al CBeebies Bedtime Stories, ha ribadito con la sua usuale grazia, “mi chiamo Catherine”.

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