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Tutto quello che non ti aspetti sul legame di Kate con l'Italia

La principessa del Galles ha un rapporto particolare con l’Italia che si è rafforzato durante l’ultima visita appena compiuta

Tutto quello che non ti aspetti sul legame di Kate con l'Italia

Non è esagerato pensare che l’Italia abbia un posto speciale nel cuore di Kate Middleton. Proprio qui, infatti, la principessa del Galles ha trascorso uno dei periodi più importanti e interessanti per la sua vita e la sua formazione. Molti anni fa, infatti, la futura moglie del principe William arrivò in Italia dopo una delusione e oggi è tornata dopo aver attraversato le difficoltà e le incertezze della malattia. In entrambi i casi il nostro Paese ha rappresentato una svolta per lei, forse addirittura un balsamo, un conforto dopo le difficoltà. Secondo gli esperti, inoltre, il viaggio del 13 e 14 maggio 2026 a Reggio Emilia sarebbe stato diverso da tutti gli altri, poiché simbolo dell’evoluzione personale e regale di Kate.

“Con il cuore spezzato”

Kate Middleton arrivò in Italia per la prima volta 26 anni fa. All’epoca aveva solo 18 anni e non poteva neppure immaginare cosa le avrebbe riservato la vita, nel bene e nel male. Anzi, forse il futuro non era neppure in cima alla lista dei suoi pensieri. La biografa reale Katie Nicholl ha ricordato al magazine Hello che la principessa avrebbe deciso di trascorrere una parte del suo anno sabbatico (tre mesi, puntualizza l’Express) in Italia dopo una delusione d’amore: era appena terminata la sua relazione con un compagno di scuola, Harry Blakelock. Kate, ha aggiunto Hello, aveva “il cuore spezzato”. Paradossalmente la tristezza si sarebbe rivelata una preziosa alleata, poiché avrebbe spinto la giovane Catherine a trovare uno scopo, concentrandosi su se stessa e sugli studi.

“Non cedeva alle lusinghe”

La principessa si iscrisse al British Institute di Firenze, decisa a imparare l’italiano e a immergersi nella cultura e nella Storia del nostro Paese. “Fu un periodo di indipendenza, di scoperta e, a quanto pare, di tranquilla guarigione emotiva”, ha commentato Hello. Oltre allo studio, ha raccontato poi la Nicholl, la principessa amava visitare i luoghi storici e trascorrere del tempo con i compagni di corso all’Art Bar, nella zona di Santa Maria Novella. Il suo atteggiamento fu sempre composto, mai sopra le righe. A tal proposito un amico della principessa ha aggiunto: “Non avrebbe mai perso il controllo”. Kate conosceva bene i suoi limiti e aveva uno spiccato senso di responsabilità. A quanto pare non le interessava nemmeno trovare un nuovo amore: “Gli uomini italiani possono essere piuttosto convincenti, ma Catherine non avrebbe mai ceduto alle lusinghe”, ha precisato la Nicholl. “Non era affatto il tipo di ragazza che ridacchia e sbatte le ciglia in maniera civettuola”.

La prima rinascita di Kate

La principessa si ritrovò lontana da casa, da sola, per la prima volta. Fu un’esperienza fondamentale per la sua crescita perché, come ha fatto notare il magazine Hello, “Kate sviluppò la sicurezza in se stessa e la resilienza che in seguito avrebbero definito il suo ruolo nella royal family”. L’Italia fu catartica e, nello stesso tempo, una scuola di vita. Non è esagerato ipotizzare che il nostro Paese, in particolare le bellezze artistiche e storiche di Firenze, possa aver avuto un ruolo addirittura protettivo in questa spinta al rinnovamento. Il termine protettivo va inteso secondo una particolare sfumatura, come qualcosa che affascina e nutre davvero la mente, lo spirito, (un dipinto del Rinascimento, per esempio), catturando interamente l’attenzione, fino a togliere spazio e potere a qualunque cosa, positiva o negativa, non sia nel presente.

La seconda rinascita

Nel 2000 l’Italia sostenne, diciamo così, Kate nella prima fase di incertezza della sua esistenza, e fu testimone della sua evoluzione verso l’età adulta. Con il viaggio ufficiale del 13 e 14 maggio 2026 il nostro Paese è tornato ad accompagnare e a supportare la principessa in un altro periodo di transizione personale e pubblica, dalla malattia alla speranza di guarigione completa, dal ruolo di principessa del Galles a quello di (futura) Regina. La visita a Reggio Emilia, infatti, rappresenta il primo tour all’estero di Kate dopo la diagnosi di cancro. Chissà se Catherine ha fatto queste riflessioni prima della partenza e cosa avrà pensato rimettendo piede in Italia dopo tanto tempo, non più da studentessa, ma da personaggio di spicco della royal family, donna indipendente e forte, madre e moglie. In ogni caso gli esperti reali e le fonti di Palazzo hanno un’idea molto chiara di cosa rappresenti questo tour per lei e per il suo futuro.

“La gioia” della principessa

A Reggio Emilia la principessa del Galles ha avuto modo di osservare da vicino il metodo di educazione e sviluppo infantile conosciuto a livello internazionale con il nome di “Reggio Emilia approach”, ideato da Loris Malaguzzi nel secondo dopoguerra. Da anni, infatti, Kate promuove iniziative legate alla cura dei bambini, in particolare nei primi anni di vita. Questa visita, ha spiegato un collaboratore reale al People prima della partenza, “è un passo importante nel percorso di guarigione della principessa. Lei trae grande gioia dal lavoro. Credo sia giusto che il suo primo viaggio internazionale dopo la malattia sia focalizzato su un tema che…vuole portare alla ribalta”. La principessa “è elettrizzata, entusiasta, emozionata all’idea di vedere Reggio Emilia…e anche di incontrare le persone del posto”. Un’altra fonte ha proseguito: “Vuole vedere altri modelli [educativi] nel mondo…Ci saranno molti momenti importantissimi nel 2026, ma questo, che è la sua prima visita internazionale dopo la guarigione…è un momento davvero significativo per lei”.

“Vuol vedere di persona”

Il collaboratore reale ha condiviso anche un altro dettaglio che ci aiuta a comprendere meglio il significato di questo tour per la principessa: “Era qualcosa che voleva…vedere di persona. Ha parlato molto di questo viaggio con il marito e i figli e loro non vedono l’ora di ascoltarne il resoconto al suo ritorno nel Regno Unito”. Sarebbe interessante sapere se Kate ha raccontato a George, Charlotte e Louis anche del suo primo viaggio in Italia nel 2000 e delle sue impressioni dell’epoca.

Il tour da sola

A Gb News il commentatore reale Rafe Heydel-Mankoo ha messo l’accento su un’altra particolarità che non può essere sottovalutata se vogliamo comprendere l’evoluzione di Kate come persona e come principessa: “Credo che intraprendere [il tour] da sola metta davvero in evidenza la sua rinnovata forza e, cosa ancora più importante, il suo valore per la monarchia e la sua capacità di svolgere queste attività…Penso che la diagnosi di cancro e la cura l’abbiano umanizzata in un modo che pochissime altre esperienze royal avrebbero potuto fare”. Oggi Kate può essere vista “non solo come futura sovrana, ma anche come…una donna che ha affrontato enormi difficoltà…con grazia e dignità…”. Fare questo viaggio da sola sarebbe stata una questione “personale”, ha dichiarato l’esperto, per dimostrare al mondo di essere tornata più determinata che mai.

Il successo della principessa Catherine

A Reggio Emilia Kate Middleton ha ottenuto un grande successo personale. La sua eleganza, sottolineata da quanti sono accorsi per salutarne l’arrivo, ha incantato i fan e i media sia italiani, sia britannici. In un certo senso è come se questo secondo viaggio in Italia avesse chiuso un cerchio. “È una visita basata su un obiettivo e sulla passione”, ha scritto il magazine Hello, facendo giustamente notare: “È tuttavia impossibile non vedere la simmetria emotiva. Da giovane donna che con discrezione cerca di guarire il suo cuore spezzato a Firenze a futura Regina che promuove il benessere dei bambini sulla scena mondiale, la storia italiana di Kate è una storia di crescita e trasformazione”.

Da questo punto di vista l’esperienza della principessa pare, a tratti, ricalcare quella di molti personaggi, del passato e del presente, veri e anche letterari, che nel viaggio hanno scoperto, conosciuto, ritrovato se stessi (pensiamo, per esempio, a tutta la letteratura riguardante i viaggi in Oriente o, per rimanere al Grand Tour che molti aristocratici hanno compiuto dal XVIII° e che aveva come destinazione principale e irrinunciabile proprio l’Italia). Hello ha chiosato: “…Sembra appropriato che il Paese che una volta le ha offerto conforto, ora ospiti uno dei capitoli più significativi del suo impegno reale fino a oggi”.

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