La procura norvegese ha chiesto una condanna a sette anni e sette mesi di carcere per Marius Borg Hoiby, il figlio della principessa Mette-Marit di Norvegia, al termine del processo che si è svolto davanti al tribunale distrettuale di Oslo. Il pubblico ministero Sturla Henriksbo ha formulato la richiesta di pena nelle sue conclusioni, sottolineando la gravità dei reati contestati. Secondo l’accusa, la condanna deve riflettere il peso delle violenze denunciate: “Lo stupro può lasciare cicatrici indelebili e distruggere vite, può essere qualcosa che la vittima si porterà dentro per tutta la vita. Questo deve riflettersi anche nella pena”. La sentenza è attesa nei prossimi giorni, quando i tre giudici si ritireranno in camera di consiglio per decidere il verdetto.
Le accuse
Il processo contro il 29enne, iniziato il 3 febbraio, si è svolto nell’aula 250 del tribunale di Oslo e riguarda numerosi capi d’imputazione, tra cui quattro accuse di stupro. Marius, che è in custodia cautelare da febbraio per il rischio di recidiva, ha sempre respinto le accuse di violenza sessuale. Durante le udienze ha dichiarato di non aver mai avuto rapporti con donne prive di coscienza. “Non ho mai fatto sesso con persone incoscienti”, ha affermato in aula. Ma, secondo la procura, alcune delle violenze sarebbero avvenute mentre le presunte vittime erano addormentate o sotto l’effetto di sostanze, e quindi incapaci di esprimere consenso.
Le presunte violenze dal 2018 al 2024
Tra i casi contestati ce n’è uno che risalirebbe al 2018. Secondo l’accusa, Marius avrebbe aggredito la presentatrice televisiva Linni Meister nel seminterrato della residenza di Skaugum, dove il giovane viveva e dove organizzava spesso feste. Gli investigatori avrebbero trovato foto e video sul suo computer che documenterebbero quanto accaduto quella sera. La donna ha raccontato di aver scoperto l’episodio solo durante le indagini della polizia. “All’inizio non ci credevo. Non potevo credere che Marius mi avesse fatto una cosa del genere”, ha dichiarato durante il processo. “Nel video mi sono vista completamente priva di sensi. Non sembrava nemmeno che respirassi”. Un’altra presunta violenza sarebbe avvenuta nel 2023 a Henningsvaer, nelle isole Lofoten. In questo caso l’accusa ha utilizzato anche i dati dello smartwatch della vittima per dimostrare la mancanza di consenso. Il giovane ha ammesso il rapporto sessuale ma ha sostenuto che fosse consensuale. Altri due episodi contestati risalirebbero al 2024, uno a Oslo e l’altro in un hotel.
Le testimonianze in aula
Durante il processo ha testimoniato anche Nora Haukland, influencer ed ex fidanzata di Marius. La donna ha descritto il comportamento del giovane come aggressivo e violento. “Distruggeva le cose, le lanciava, a volte contro di me. A volte mi afferrava per il collo e mi urlava contro. Era come avere un pitbull davanti, non sai se ha intenzione di ucciderti”, ha spiegato. L’influencer ha ricordato anche un episodio in cui sarebbe rimasta ferita alla mascella e al labbro dopo un litigio. Per questa vicenda la procura ha chiesto altri cinque mesi di carcere.
Il peso della vicenda sulla famiglia reale
Il processo che coinvolge il figliastro dell’erede al trono Haakon ha avuto un forte impatto mediatico in Norvegia. Marius Borg Hoiby è nato da una relazione precedente della principessa Mette-Marit, prima del matrimonio con il principe. Alla vigilia del processo Haakon aveva dichiarato che né lui né la moglie avrebbero partecipato alle udienze. “Viviamo in uno Stato di diritto e sono sicuro che il processo si svolgerà in modo ordinato, giusto e rigoroso”, aveva detto, ricordando anche che Marius non fa parte della famiglia reale, pur restando una persona a cui sono molto legati. La vicenda arriva inoltre in un momento delicato per la principessa Mette-Marit, che sta affrontando il peggioramento della sua fibrosi polmonare cronica ed è in attesa di un possibile trapianto di polmone.
Un anno difficile per la monarchia norvegese
Il caso giudiziario del figlio della principessa si inserisce in un periodo complicato per la monarchia norvegese, finita sotto i riflettori anche per altre polemiche. Tra queste, il recente scandalo legato ai contatti tra Mette-Marit e il finanziere Jeffrey Epstein, per il quale la principessa ha chiesto pubblicamente scusa. Nonostante le difficoltà, secondo gli ultimi sondaggi la famiglia reale continua a godere di un forte sostegno nel Paese, con circa il 70% dei norvegesi che esprime fiducia nella monarchia.
Ora l’attenzione resta puntata sul tribunale di Oslo, nelle prossime settimane i giudici dovranno stabilire se accogliere la richiesta della procura o emettere una sentenza diversa nel caso che da mesi scuote l’opinione pubblica norvegese.