Gli Oscar, l'amore proibito con Rossellini, il cancro al seno. La turbolenta vita di Ingrid Bergman

Il 29 agosto 1982, nel giorno del suo compleanno, moriva l'iconica attrice di "Casablanca" e "Anastasia"

Gli Oscar, l'amore proibito con Rossellini, il cancro al seno. La turbolenta vita di Ingrid Bergman
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Con tre Oscar, due Emmy, un Tony Award e decine di interpretazioni memorabili Ingrid Bergman è stata il simbolo del cinema internazionale dagli anni '40 agli anni '70; emblema di un'eleganza senza tempo, capace di unire la purezza nordica a una profonda intensità interpretativa. La sua vita, segnata da passioni, scandali e trionfi, rimane una delle più affascinanti parabole della storia della cinematografia.

Da "Intermezzo" a Assassinio sull'Orient Express"

Nata in Svezia e rimasta orfana dei genitori a soli 12 anni, Ingrid Bergman esordì nel cinema svedese intorno alla metà degli anni '30, ma è con il remake hollywoodiano di "Intermezzo" del 1939, voluto dal produttore David Selznick, che fece il suo ingresso nell'olimpo del cinema americano. Alta, elegante e dotata di un fascino naturale privo di eccessi glamour, Ingrid divenne presto un volto riconoscibile e nel 1942 il ruolo di Ilsa Lund in "Casablanca", accanto a Humphrey Bogart, la consacrò come icona romantica. Il suo successo si consolidò negli anni '40 grazie a pellicole come "Angoscia" (che le valse il primo Oscar) e "Notorious – L'amante perduta" di Alfred Hitchcock, ma nel 1949 fu protagonista di uno scandalo per avere intrecciato una relazione extraconiugale con il regista Roberto Rossellini, che la costrinse all'esilio da Hollywood. Nel suo periodo italiano, negli anni '50, divenne così protagonista di film come "Stromboli, terra di Dio" ed "Europa '51". Tornata in America nel 1956 seppe riabilitarsi agli occhi del pubblico con l'interpretazione in "Anastasia" - film che le fruttò il secondo Oscar - e con "Il vizio e la virtù" e "Assassinio sull'Orient Express" (per il quale vinse l'Academy come "Miglior attrice non protagonista").

L'amore proibito con Rossellini

La straordinaria carriera di Ingrid Bergman è stata segnata dall'amore proibito vissuto con il regista italiano Roberto Rossellini. Nel 1949 l'attrice era sposata con il dentista svedese Petter Lindström, quando intrecciò una relazione con il regista, al quale aveva scritto una lunga lettera mesi prima per proporsi come interprete di uno dei suoi film. La passione li travolse tanto quanto lo scandalo che si innescò non solo oltreoceano, dove l'attrice fu persino citata in Senato come "cattivo esempio morale", ma anche in Italia. Quando incontrò Ingrid, infatti, Rossellini era impegnato con un'altra attrice di successo, Anna Magnani, che venne lasciata dal regista ormai perdutamente innamorato della svedese. Una storia di infedeltà, cinema e ripicche che raggiunse l'apice nell'estate del 1949, quando Bergman ottenne l'agognato ruolo in "Stromboli, terra di Dio", inizialmente scritto per Anna Magnani. Nello stesso periodo l'attrice italiana, quasi in segno di sfida, girò la pellicola "Vulcano" diretta dal regista tedesco William Dieterle, ma la gara per il miglior film venne vinta da Rossellini che, nel febbraio 1950, nel giorno della prima della pellicola, diventò padre di Roberto e due anni dopo delle gemelle Isabella e Isotta. L'idillio tra Ingrid e Roberto terminò nel 1957: il regista non voleva che Ingrid venisse diretta da altri registi e si disse che fosse stanco di essere visto come il "Signor Bergman".

Il dramma della malattia

Gli ultimi anni di vita di Ingrid Bergman sono stati segnati dalla sofferenza e dalla malattia. Nel 1974 le venne diagnosticato un cancro al seno, per il quale si sottopose a una duplice mastectomia e alle successive cure chemioterapiche. Nonostante le difficoltà della ripresa, nel 1977 l'attrice accettò l'invito del regista svedese Ingmar Bergman di recitare nella pellicola "Sinfonia d'autunno", che le valse i consensi della critica.

Nel 1980, quando la malattia si ripresentò, l'attrice affidò le sue memorie al libro omonimo "La mia storia" scritto con Alan Burges poi recitò per l'ultima volta in "Una donna di nome Golda", che le valse un Emmy Award postumo. Morì a Londra nel giorno del suo 67esimo compleanno, il 29 agosto 1982.

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