Valentino Garavani, lo stilista italiano che ha trasformato la moda del XX secolo, è scomparso a 93 anni nella sua residenza romana, lasciando un’eredità che va ben oltre gli abiti iconici, un patrimonio stimato in oltre 1,5 miliardi di euro, fatto di ville, castelli, opere d’arte e un marchio che continua a brillare nel panorama internazionale della moda.
L’Imperatore della moda italiana
Fondatore dell’omonima maison, Valentino ha segnato la moda della seconda metà del Novecento con la sua eleganza senza tempo, il celebre rosso Valentino e una cura sartoriale che ha reso ogni donna che indossava le sue creazioni un’icona. Con il suo socio storico Giancarlo Giammetti, Valentino ha trasformato una piccola boutique a Roma in un marchio riconosciuto a livello globale, capace di competere con altri grandi nomi italiani come Giorgio Armani e Gianni Versace. Il brand, nato con abiti esclusivamente su commissione, si è evoluto negli anni ’70 anche nel pret-a-porter, portando lo stile italiano in ogni angolo del mondo.
Il grande lusso come stile di vita
Valentino non era solo un visionario della moda, amava circondarsi di lusso anche nella vita privata. Possedeva tre residenze principali, la villa sulla Appia Antica a Roma, il Castello di Wideville vicino a Parigi e uno chalet a Gstaad, in Svizzera. A queste si aggiungono immobili a Londra e New York, oltre a una collezione d’arte multimilionaria.
Il patrimonio stimato di Valentino supera i 1,5 miliardi di euro, una cifra che include sia i ricavi derivanti dalla vendita del marchio nel 1998, sia royalties, diritti d’immagine e investimenti immobiliari. La maison Valentino, oggi, fattura circa 1,3 miliardi di euro all’anno ed è controllata dal fondo sovrano del Qatar, Mayhoola, con una quota minoritaria di Kering.
Le vicende della maison
La storia aziendale di Valentino è stata caratterizzata da diversi passaggi di proprietà. Nel 1998 il marchio fu venduto a HDP, proprietà della famiglia Agnelli, per 300 milioni di dollari. Quattro anni dopo passò al gruppo Marzotto, prima di essere acquisito nel 2012 dal fondo qatariota Mayhoola, che tuttora ne detiene il controllo. Nonostante le vendite, Valentino ha mantenuto per anni royalties e contratti di consulenza, continuando a guadagnare anche dopo il ritiro ufficiale nel 2008.
L’eredità stilistica
Valentino non lascia solo un patrimonio economico, ma anche un immenso lascito creativo. La maison continua a vivere attraverso le collezioni, la cura dei dettagli e la visione estetica che lo hanno reso famoso. Dopo il ritiro dello stilista, vari direttori creativi si sono succeduti: da Alessandra Facchinetti al duo Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, fino all’attuale Alessandro Michele, che ha reinterpretato il DNA del brand con un tocco poetico e moderno.
Chi eredita Valentino?
Valentino non aveva eredi diretti, né figli né coniuge. Il suo patrimonio sarà quindi gestito secondo quanto disposto dal testamento, affidato a figure chiave del suo mondo. Tra questi, Giancarlo Giammetti, socio storico e compagno di vita, custode della visione e dei valori dello stilista. Pierpaolo Piccioli, ex direttore creativo della maison, interprete fedele dell’eredità stilistica. Nipoti e collaboratori storici, come Oscar Garavani, parte della “famiglia allargata” che ha accompagnato lo stilista nel lavoro e nella vita privata.
Il brand Valentino continuerà invece a essere un’entità economica internazionale sotto il controllo di Mayhoola e di Kering, garantendo che il marchio rimanga competitivo e fedele allo stile italiano anche nei decenni a venire.