Un sarto con una vita parallela da spia alla corte della regina Elisabetta. Sembra la trama di un romanzo di spionaggio, invece si tratterebbe di una realtà storica rimasta per anni sospesa tra il mistero e l’indiscrezione. A rivelare questa incredibile vicenda è una nuova opera dedicata all’iconica sovrana, in particolare alle sue scelte in fatto di moda e stile. Per far riemergere questo passato avventuroso e oscuro l’autrice non è andata troppo lontano, né ha dovuto affrontare chissà quali peripezie per consultare documenti contenenti segreti di Stato. Le è bastato sollevare l’argomento, non molti anni fa, con l’unica persona che avrebbe potuto raccontarle la verità.
Moda e spionaggio
Uno dei sarti più amati della regina Elisabetta, Hardy Amies (1909-2003), sarebbe stato una spia al servizio della Corona durante la Seconda Guerra Mondiale, riporta il People. L’uomo che ha contribuito in maniera decisiva a forgiare lo stile della defunta monarca avrebbe avuto un ruolo fondamentale nell’intelligence britannica.
A rivelarlo è Justine Picardie nel suo libro “Fashioning The Crown. A Story of Power, Conflict and Couture”, uscito lo scorso 24 febbraio. Nel volume, che ha richiesto quattro anni di lavoro, molti dei quali trascorsi negli archivi reali della Round Tower del Castello di Windsor, la Picardie analizza il modo in cui Elisabetta ha usato la moda come una sorta di arma di soft power. Grande spazio è dato anche all’impatto delle scelte fashion di Elisabetta nella costruzione di un’immagine e di un regno iconici, entrati nella Storia quando la Regina era ancora in vita.
Il libro, però, va oltre la narrazione legata allo stile, riportando storie e aneddoti molto curiosi, in cui la moda rimane comunque l’elemento principale. Tra questi vi è proprio la vicenda di Hardy Amies, rimasta quasi sconosciuta per decenni. Un segreto a metà che il diretto interessato ha sempre, fermamente negato.
Secondo quanto spiega il People, invece, durante la guerra il sarto sarebbe stato uno dei membri dello Special Operations Executive (SOE) con il grado di tenente colonnello. Il SOE venne fondato da Winston Churchill il 19 luglio 1940 per sostenere la Resistenza e sabotare i piani e i mezzi nazisti. Un compito difficile e molto rischioso. Hardy Amies collaborò con i partigiani belgi. Inoltre, rivela Justine Picardie, avrebbe fatto parte dell’Operation Ratweek, ovvero una strategia di guerra messa a punto dal SOE nel gennaio 1944, con l’obiettivo di coordinare degli omicidi mirati di agenti dei servizi segreti nazisti in tutta Europa.
La vicenda era, in parte, già nota ai media: nel 2000 la Bbc2 mandò in onda il programma “Secret Agent”, dedicato proprio alle attività del SOE e nell’agosto del 2000 l’Independent pubblicò un articolo su questo argomento. Amies, però, scelse di rimanere in silenzio. Gli autori del documentario avrebbero voluto intervistarlo, ma la risposta dell’uomo, citata sempre sull’Independent dal produttore David Darlow, fu lapidaria: “…Non ricordo niente”.
Darlow non capì questa ritrosia, soprattutto dopo tanto tempo e commentò: “Organizzare l’assassinio dei collaborazionisti nazisti in tutta Europa fu un atto di patriottismo. Ammetto, però, che è complicato conciliare [il ruolo] di designer della Regina con questo”.
“Ah, sì, quelle indiscrezioni…”
Alla fine, dopo il clamore suscitato dal documentario, Sir Hardy Amies confermò solo di essere stato un membro del SOE, ma ribadì: “Non sapevo nulla dell’operazione Ratweek. Sono turbato da ciò che sta dicendo la Bbc, perché forse la mia memoria mi inganna. Ma non credo sia così”.
Che la memoria dello stilista fosse in difetto o meno, ora possiamo contare anche su una testimonianza d’eccezione: quella della regina Elisabetta. Justine Picardie, infatti, è molto vicina alla royal family britannica e fa parte del circolo di amicizie dei reali perché suo marito, Philip Astor è stato il padrino del principe Filippo, come ricorda il Guardian.
Durante un pranzo a Balmoral, viene rivelato in “Fashioning The Crown, la scrittrice e giornalista chiese alla regina Elisabetta se le indiscrezioni su Hardy Amies fossero vere. La sovrana rispose con franchezza: “Ah, sì, quelle indiscrezioni sul fatto che [Amies] fosse molto bravo a strangolare nazisti”. Gli ospiti rimasero in silenzio ed Elisabetta proseguì: “Certo, essere un couturier era una copertura eccellente per una spia”.
Di solito la Regina non era così incline a raccontare dettagli tanto delicati, soprattutto se pensiamo che la storia dello stilista era quasi un enigma. Al People la Picardie ha espresso tutta la sua sorpresa per questa rivelazione: “C’era una certa consapevolezza, perché di solito [Elisabetta II] non svelava nulla.
Per lei dirmi tutto ciò fu estremamente significativo, perché io non ne ero a conoscenza. Fu davvero eccezionale…Fu come aprire una porta e mi fece pensare al modo in cui si sarebbe potuta sviluppare la narrazione”.