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"Voi giovani e incoscienti non lo siete stati mai?". Aurora Ramazzotti difende i ragazzi di Crans-Montana

L'influencer difende sui social i giovani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana, criticando chi li accusa di aver filmato invece di mettersi in salvo, sottolineando l’importanza di non giudicare minorenni in situazioni di panico e ricorda come parole e commenti possano ferire chi già soffre

Foto fonte Instagram
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Aurora Ramazzotti interviene sui social dopo la tragedia di Crans-Montana, prendendo posizione contro le critiche rivolte ai giovani presenti nel locale al momento dell’incendio. Attraverso una storia di Instagram, la figlia di Michelle Hunziker esprime indignazione per i commenti apparsi online nelle ore successive all’accaduto.

"Commenti vomitevoli davanti alla morte di giovani"

"Le immagini di questa tragedia mi stanno tormentando", scrive Ramazzotti, aggiungendo che a ferirla sono anche "i commenti vomitevoli di persone che, ancora una volta, non perdono occasione di tacere nemmeno davanti alla morte di così tanti giovani". Un riferimento diretto a chi ha accusato i ragazzi di aver filmato invece di mettersi in salvo.

"Erano minorenni: non siete mai stati giovani e incoscienti?"

Aurora sottolinea come la maggior parte delle vittime fosse minorenne e invita a riflettere prima di giudicare. "Voi non siete mai stati giovani e incoscienti?". Secondo Ramazzotti, la reazione di alcuni ragazzi va letta nel contesto del panico e dello choc di una situazione improvvisa e drammatica.

La domanda sulla sicurezza e il ruolo degli adulti

Nella sue storia, Ramazzotti sposta poi l’attenzione sulle responsabilità degli adulti presenti: "Vedendo i video, la domanda che mi sorge è perché non siano state attivate subito misure di sicurezza ed evacuazione del locale, non perché i ragazzi stessero filmando invece di scappare". Un invito a concentrarsi sulle reali criticità dell’accaduto.

La mancanza di empatia verso le vittime

Ancora, Aurora critica duramente chi parla di “distacco dalla realtà” delle nuove generazioni, mentre, scrive, "colpevolizzano dei minori per la loro morte", dimostrando una totale assenza di empatia e senza pensare al dolore di chi potrebbe leggere quei commenti.

La vicinanza alle famiglie

Il messaggio si chiude con parole di cordoglio e solidarietà: "Poteva essere un fratello, un amico, un figlio lì dentro.

Sento il dolore delle famiglie delle vittime e sono loro vicina. Non ho parole". Un intervento che ha raccolto consenso sui social, ricordando quanto a volte le parole e i commenti possano ferire profondamente chi è già nel dolore.

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