Piccoli comuni lombardi a convegno: «Vogliamo contare di più»

la presidente, Ivana cavazzini: «Vogliamo ampliare i servizi, la Costituzione ci assegna pari dignità»

Preservare la millenaria tradizione comunale italiana e attrezzare i piccoli comuni per le sfide del futuro. Si è svolta con questi leit motiv a Drizzona la prima assemblea regionale dei Piccoli Comuni Lombardi, cui hanno partecipato oltre 100 sindaci di piccole realtà comunali, l'assessore Lombardo alla Semplificazione Carlo Maccari, il sottosegretario regionale ai rapporti con gli Enti Locali Marco Pagnoncelli. Le baby città mandano un messaggio preciso alla Regione e al Governo: i piccoli Comuni sono una risorsa fondamentale per il territorio, garantiscono servizi e investimenti a cittadini che altrimenti si troverebbero al di fuori delle aree di grande interesse economico.
«I sindaci lombardi hanno già dimostrato di saper fare, e saper fare bene anche associandosi per gestire meglio i servizi e crearne di nuovi - spiega la presidente del dipartimento Piccoli Comuni di Anci Lombardia Ivana Cavazzini, sindaco di Drizzona -. Vogliamo ottimizzare ancora e allargare i servizi. L'Italia è fatta di piccoli Comuni, cui la Costituzione assegna pari dignità rispetto alle altre istituzioni».
«Questo è un momento cruciale per i Comuni italiani, sui 16 miliardi di tagli della Finanziaria, oltre 14 sono a carico delle autonomie locali. Stiamo vivendo un vero massacro del federalismo», ha sottolineato Mauro Guerra, coordinatore nazionale della Consulta dei Piccoli Comuni. E ancora: «I Comuni non vogliono fare una battaglia di difesa, siamo pronti alla sfida: chiediamo da anni una politica coordinata tra Comuni, Stato e Regioni. Costruiamo parametri di virtuosità e strumenti di associazionismo che servano per dare migliori servizi ai cittadini e per riprenderci in mano l'autonomia dei nostri territori.

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