RomaFranco Baldini a Trigoria, atto secondo. Sono passati più di sei anni e mezzo da quel divorzio dai Sensi. «Quando sono andato via, lho fatto perché non volevo sostenere una politica societaria che era legittimamente cambiata», così Baldini nella sua prima conferenza stampa come nuovo dg della Roma.
Da consulente di mercato dellera Sensi a uomo di punta della nuova proprietà giallorossa a stelle e strisce, che scherza sulle «similitudini» tra lattuale triade della Roma e quella juventina dellepoca pre-Calciopoli. «Diciamo che Fenucci sarebbe per il ruolo che ha Giraudo, io per i capelli bianchi Bettega, quindi per esclusione direi che Sabatini è Moggi...». Già, big Luciano, il suo nemico acerrimo del quale fu uno dei primi accusatori. «Il rapporto con Moggi non mi è mai mancato, sono sempre in tribunale...».
Nessuna rivincita da prendere («ho avuto tanto anche dalla tifoseria») ma tante responsabilità addosso («ho tutto da perdere e sono spaventato da morire...»). E spiega che «lutopia può diventare realtà. La Roma può esprimere un nuovo concetto di calcio, una squadra di giovani con unidea di gioco».
Baldini non ha dubbi sulla serietà del progetto Usa («non vogliono fare speculazioni»), ammette di aver contattato Guardiola ma di aver apprezzato come persona Luis Enrique, ha come «priorità» il rinnovo del contratto di De Rossi, sa che lo stadio di proprietà è «una strada che bisogna percorrere» per fare il salto di qualità, indica come un problema da risolvere «i biglietti gratis per lo stadio». E su quel «pigro» attribuito a Totti in unintervista precisa: «Era solo una parola damore nei suoi confronti. Lui può giocare ancora a lungo se smette di lasciarsi usare: in questo senso è stato pigro».