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Pista sul ponte della Ghisolfa. "È un pericolo e sarà il caos"

Via al primo tratto, lavori per un anno: spesi 2,5 milioni per un km. Cavi delle filovie deviati e carreggiata ridotta

Pista sul ponte della Ghisolfa. "È un pericolo e sarà il caos"
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Alla fine il cantiere è iniziato e la pista ciclabile si farà: al di sotto del cavalcavia Monte Ceneri (il tratto è detto cavalcavia Bacula o pont de la Ghisolfa perchè è anch'esso un ponte) e collegherà l'incrocio fra via Mac Mahon e piazza Lugano.

Un progetto complicato: il chilometro di pista rossa - non di più - si piazza nel mezzo di una strada a scorrimento veloce, sui due sensi. Quanto sarà sicuro? Ci si chiede. Il Comune è ottimista, "perchè è prevista la protezione dei cordoli".

Ma è anche una pista che ingolfa il traffico. Lo fa già da oggi, "perchè per sei settimane si lavora al primo tratto, 200 metri circa" avverte il Comune. E l'imbuto si crea perchè la carreggiata si riduce di parecchio dovendo consentire ai tecnici di lavorare. Ma l'imbottigliamento è assicurato anche a cantiere concluso perchè lo spazio delle corsie sarà largo un metro e mezzo sui due sensi. D'altronde questo è lo scopo delle piste green: far dimentica il proposito di mettersi al volante, anche se si hanno 70 anni, si deve fare la spesa, fa freddo e si rispettano turni al lavoro che impongono l'uso dell'automobile. Mettiamoci l'animo in pace, Milano non è più per costoro, la maggioranza peraltro.

Il progetto durerà un anno, "perchè come per Buenos Aires non si può chiudere la strada per intero, ma a tratti sì". È un intervento dispendioso che impegna due milioni e mezzo di euro di fondi Pnrr. I costi sono dovuti allo spostamento dei pali di trazione dei filobus, che prima scorrevano sulla destra della carreggiata ma ora a destra ci saranno i cordoli.

Era proprio necessario tutto questo? Al di là dell'ideologia, ci si chiede. La prima giunta Sala avrebbe voluto realizzare un percorso per ciclisti già parecchi anni fa, proprio qui dove le auto scorrevano rapide. Ma lo stanziamento di 200mila euro non era sufficiente. Ora sono arrivati i fondi e il convincimento che le auto debbano muoversi a passo di lumaca governa qualsiasi decisione. Il progetto prevede anche la pedonalizzazione di un tratto della via Delfico, strada a senso unico, in parte ancora adibita a strisce gialle e blu. Diventerà pedonale e ciclabile nel tratto senza posti auto. Voci contrarie al progetto arrivano dal Municipio 8. Per Anna Gesualdo, consigliera di Forza Italia al Municipio 8, la pista "sarà l'ennesimo flop, perchè questa è un'area pensata per la mobilità e non sono state suggerite alternative valide per il traffico. Va bene la mobilità sostenibile ma in una città serve anche la viabilità fluida".

Federico Guastoni di Fratelli d'Italia dice: "Nessuno è contrario alle piste ciclabili ma i percorsi devono essere studiati, altrimenti si rischia la vita come lungo la pista di viale Monza. Ci si chiede perchè non si sia ragionato su altri interventi, indispensabili in una città internazionale, come il potenziamento del filobus o un'altra linea metropolitana che in questa parte di città alleggerirebbe gli ingorghi".

Guastoni fa anche notare quanto sia oneroso il rapporto costi-benefici del lavoro: "Se il Comune avesse avuto lungimiranza, avrebbe potuto inserire gli interventi di mobilità sostenibile a scomputo oneri di urbanizzazione di progetti già approvati, comunque lontano dalla Ghisolfa. Ma ce lo immaginiamo un bambino pedalare sulla circonvallazione?".

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