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L'album nero della sinistra: dai mafiosi ad Hannoun

L'opposizione chiede a Meloni di "chiarire". Ma non l'ha mai fatto per gli incontri con estremisti e condannati

L'album nero della sinistra: dai mafiosi ad Hannoun
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Nella notte dell'informazione tutti i gatti non sono grigi: sono marroni (come il fango, che altro?) e anche l'informazione (certa informazione) quando coincide con l'opposizione (certa) resta dello stesso colore, soprattutto se il terreno è disseminato di foto, allusioni, "Meloni chiarisca" e "riferisca": su che cosa?

Ci vuole comunque la maschera antigas per fare questo gioco dove tutto è uguale a tutto, e dove anche le foto sembrano tutte uguali anche quando non sono uguali per niente: perché l'inquadratura di un selfie con un tizio che s'infila come migliaia d'altri non è lo stesso che partecipare a un convegno con un palestinese d'ambiente Hamas (segreto di pulcinella) che poi infatti sarà arrestato. Ma è già un ragionamento sofisticato, è già l'eccezione. Perché la regola prevede che, al tavolo, basti una foto, da sola, che non prova un rapporto stabile, nessuna complicità, neppure una conoscenza vera: prova solo che uno stava nel casino di un evento pubblico e si è fatto fotografare. Vecchio mestiere della criminalità: accreditarsi con la politica, oggi lo fa il Fatto (forte giocatore) ma lo scriveva già Repubblica nel 2022 per Roberto De Santis detto "Er Nasca", il malavitoso di Ostia che si fece fotografare con Roberto Gualtieri per mostrare peso e potere sul litorale. E niente di strano che Fratelli d'Italia giochi una mano dimostrativa e rovesci sul tavolo lo scherno de "Il Pd chiarisca", "Bonelli e Fratoianni chiariscano", "Pd e Cinque Stelle chiariscano" e insomma, una scala colore (tralasciamo quale) nel gioco delle foto. Chiamatela ritorsione narrativa.

Ergo, sottolineatura del caso Gualtieri, foto dell'estate 2021 a Ostia, in piena campagna elettorale: Repubblica raccontò che il malavitoso De Santis si era fatto immortalare con il sindaco e che si vantava "sono il re de Ostia", parallelo perfetto col caso Meloni, perché anche Gualtieri non ne sapeva nulla. Non sapeva che De Santis aveva una condanna definitiva per la gambizzazione di un tizio e che ne avrà un'altra per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. La foto, anche lì, restava una foto.

Prendi allora il caso di Antonio Decaro: foto del 7 maggio 2023 alla festa di San Nicola a Bari Vecchia, sindaco insieme a Elisabetta Capriati, sorella del boss Antonio Capriati, riesplosa il 25-26 marzo 2024 nel mezzo della guerra sulla commissione del Viminale al Comune di Bari. Decaro disse di non conoscerle e di aver scoperto solo dopo chi fossero; le due donne dissero che era stato un semplice selfie chiesto per strada. Ma la cazzata di una "trattativa Pd-mafia" divenne un titolo di giornale. Di destra, nel caso.

Aggiorniamoci, ce n'è anche per Ilaria Salis, anche se peggiorarne l'immagine è veramente dura: foto circolata nel maggio 2025 al Polo penitenziario di Parma durante la presentazione di un suo libro; accanto a lei Antonio Dragone, calabrese, condannato a 26 anni e 6 mesi per associazione mafiosa ed estorsione, in affidamento esterno. Commenti a piacere.

Il capitolo Mohammad Hannoun l'abbiamo già citato: presidente dei palestinesi in Italia, arrestato il 27 dicembre 2025 nell'inchiesta sui finanziamenti ad Hamas con gli investigatori che lo qualificano come membro del comparto estero dei terroristi e vertice della cellula italiana, vicenda che ora è nella fase cautelare-investigativa, insomma non c'è una sentenza definitiva: ma perché, al tavolo (marrone) serve questo? No, quindi possiamo andare con le foto di Laura Boldrini e Alessandro Di Battista e altri ancora, perché mica si sta ragionando in diritto, qui si discute del colore

dei pulpiti.

Giorgia Meloni, tra il prezzo della benzina e l'approvvigionamento di energia per il nostro Paese, deduciamo, dovrebbe occuparsi anche di questa roba, peccato che automezzi e aerei e caldaie non funzionino a letame.

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