All'alba del nuovo anno la Bulgaria è diventata ufficialmente il 21° membro dell'eurozona e dopo quasi vent'anni dall'ingresso nell'Unione europea nel 2007, era nella cosiddetta sala d'attesa della moneta unica dal 2020, ha dato l'addio al lev. La transizione è infatti entrata in vigore alla mezzanotte con la circolazione delle prime banconote e monete in euro per 6,4 milioni di abitanti.
Sebbene la cerimonia di adozione sia stata accolta con fuochi d'artificio nelle principali piazze di Sofia, l'atmosfera nel Paese resta divisa. Da un lato, imprese e sostenitori della moneta unica puntano ai vantaggi attesi: eliminazione dei costi di cambio, maggiori flussi commerciali e partecipazione diretta alle decisioni dell'Eurotower grazie al nuovo seggio della Banca nazionale bulgara nel Consiglio direttivo della Bce. Secondo l'ultimo sondaggio di Eurobarometro il 49% dei bulgari è infatti contrario.
L'adozione dell'euro avviene in un momento di particolare turbolenza politica: il governo bulgaro ha recentemente rassegnato le dimissioni in seguito a proteste di massa contro la corruzione e il Paese si prepara a nuove elezioni. Questa instabilità interna alimenta ulteriori incertezze sull'impatto economico e sociale del cambio di moneta, nonostante il lev fosse già giuridicamente legato all'euro tramite un cambio fisso da anni. Sul breve periodo, il rischio percepito dai consumatori non è tanto l'inflazione macro quanto l'arrotondamento e l'«effetto menu» (alcuni prezzi che si riallineano verso l'alto nel passaggio di listini).
Il traguardo è stato invece accolto con entusiasmo dalle istituzioni europee. «L'euro è il simbolo tangibile di ciò che l'Europa può realizzare quando lavora insieme, dei valori condivisi e della forza collettiva con cui possiamo contrastare l'incertezza geopolitica mondiale che stiamo vivendo», ha sottolineato, Christine Lagarde (in foto), presidente della Bce. Che per celebrare questa tappa storica proietterà fino all'11 gennaio sulla facciata della sua sede principale un'installazione luminosa, simbolo dell'unità dei 358 milioni di europei che utilizzano l'euro come moneta. «Questo traguardo significa pagamenti più semplici, viaggi più facili e tante nuove opportunità per le imprese bulgare», ha sottolineato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. A livello europeo, la convergenza della Bulgaria è vista come un segnale di continuità nell'allargamento della zona euro, rafforzando i legami commerciali e politici all'interno dell'Unione.
In parallelo, la Bulgaria guadagna un seggio nel Consiglio direttivo della Bce. Si tratta di un elemento politico-economico non secondario: in pratica, entra in stanza dei bottoni delle decisioni di politica monetaria che finora subiva senza voto.