«Il decreto bollette è legge. È un provvedimento che garantirà risparmi e benefici diretti per famiglie e imprese. Aiutiamo chi è più in difficoltà con il bonus sociale che sale a 315 euro, riduciamo gli oneri generali di sistema che gravano sulle bollette di oltre quattro milioni di imprese, poniamo le basi per abbassare in modo strutturale il costo dell'energia». Il messaggio è stato consegnato ieri sera in un post su X, dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Che ha definito il decreto «concreto e coraggioso», con norme «che nessun altro prima di noi aveva immaginato di scrivere». Con il via libera del Senato, vengono mobilitati complessivamente 5 miliardi di euro, destinati in larga parte alle fasce più vulnerabili. Per oltre 2,6 milioni di famiglie che già beneficiano del bonus sociale elettrico è previsto un contributo straordinario di 115 euro nel 2026, che porta il totale degli aiuti fino a 315 euro. Le misure vengono estese anche al teleriscaldamento, mentre per i nuclei con Isee fino a 25mila euro si apre alla possibilità di contributi volontari da parte dei venditori di energia. Tra le novità figura la proroga della dismissione delle centrali a carbone fino al 2038, con un'estensione di 13 anni rispetto ai piani precedenti.
Sul fronte delle imprese, sono previsti tagli degli incentivi per gli impianti fotovoltaici e di quelli per biogas e biomasse serviranno a ridurre le bollette per le utenze non domestiche. Inoltre, il gas stoccato nella crisi energetica del 2022 sarà rivenduto sul mercato per abbassare i prezzi delle bollette per le industrie energivore. E a ridurre i costi per le aziende contribuirà anche un aumento dell'aliquota Irap per le aziende del comparto energetico (dal 3,9% al 5,9%) per il 2026 e 2027. Vengono poi promossi contratti di lungo termine per l'energia rinnovabile per le aziende e consentita l'adesione alle comunità energetiche delle persone fisiche, anche nell'ambito dei condomini.
Importanti anche le misure contro le pratiche commerciali scorrette: stop a chiamate e messaggi indesiderati su luce e gas, con
obbligo di numeri identificabili per gli operatori. Infine, viene sbloccata la possibilità di presentare nuove richieste di impianti rinnovabili a Terna, superando il problema della cosiddetta saturazione virtuale della rete.