Leonardo cresce a doppia cifra nel 2025 e si avvia alla presentazione del nuovo piano industriale - per il quale il ceo Roberto Cingolani, ha dato appuntamento a brevissimo, «il prossimo 12 marzo», con una serie di dossier che saranno rilevanti per i numeri 2026: un aumento del dividendo nell'ordine del 20%; la certa apertura del capitale della divisione Aerostrutture al 50% entro il primo semestre; il closing di Iveco Defense a marzo e una decisa accelerazione nello sviluppo di droni.
Un poker che sarà protagonista - con maggiori dettagli - del nuovo piano al quale Cingolani si presenta con numeri oltre le attese e una molto probabile riconferma ai vertici dell'azienda. Secondo fonti vicine alla premier riportate ieri da Reuters, Cingolani così come l'ad di Eni Claudio Descalzi e quello di Enel, Flavio Cattaneo, saranno riconfermati alla guida dei rispettivi gruppi entro poche settimane.
Nel caso di Cingolani, il biglietto da visita ha numeri preliminari in significativa crescita: l'ebita sale del 18%, a 1,75 miliardi, i ricavi crescono dell'11% a quota 19,5 miliardi, mentre gli ordini segnano un progresso del 15%, a 23,8 miliardi, sostenuti soprattutto da una maxi commessa nel settore Aeronautica.
In miglioramento, poi, anche l'andamento del debito, con il gruppo che chiude il 2025 riducendo del 44% la sua esposizione finanziaria che passa da 1,8 miliardi del 2024 a 1 miliardo alla fine dello scorso anno, grazie al rafforzamento della generazione di cassa e ai 446 milioni ottenuti dalla cessione del business Underwater Armaments & Systems (Uas) a Fincantieri.
L'efficienza operativa è valsa poi al gruppo un free operating cash flow che è cresciuto del 21% sull'anno prima, a 1 miliardo. Guardando alle operazioni più calde, Cingolani ha alzato il velo sul tema Aerostrutture confermando le voci che, da oltre un anno, ipotizzano una apertura del capitale di questa divisione che è stata a lungo in difficoltà e che chiude ancora in rosso il 2025, ma in miglioramento. L'ad ha detto che «entro il primo semestre sarà creata una jv al 50% con un player industriale e finanziario. Ho incontrato personalmente i vertici della nostra potenziale controparte - ha chiarito - ci chiedono ancora di mantenere la riservatezza, ma i piani sono interessanti». Cingolani ha sottolineato che il partner «è una azienda internazionale» ed è un soggetto sia finanziario sia industriale con una «forte domanda di componenti per l'aviazione civile, ma anche per l'aviazione militare, gli elicotteri e, nel prossimo futuro, potenzialmente anche per lo spazio». Il cervello dell'alleanza, ha proseguito, rimarrà «in Italia».
Al momento non ci sono conferme ma gli indizi porterebbero a SAMI (Saudi Arabian Military Industries), il braccio del Public Investment Fund (PIF) per la difesa. Attraverso la sua divisione SAMI Aerospace, si concentra sulla produzione di strutture aeronautiche, manutenzione e, tramite la controllata SAMI Alsalam Aerospace Industries (ex Alsalam), sulla produzione e riparazione sia di velivoli civili che militari.
Quanto al business dei droni, l'ad ha ammesso di avere avuto «una spettacolare accelerazione e ora siamo leggermente in anticipo» sulle tempistiche previste.
Nei prossimi mesi mostreremo i progressI fatti sul piano tecnologico dal modello mid size che sarà prodotto a Ronchi dei Legionari. Ma «ne parlermo presentando il nuovo piano», ha concluso. Prese di profitto hanno interessato il titolo che in Borsa ha chiuso in calo di oltre 3 punti.