Di Donald Trump conosciamo quasi tutto: la sua storia, le sue origini, la sua vita da businessman, la salita alla prima presidenza degli Stati Uniti d'America e la seconda, clamorosa, vittoria arrivata nel 2025. E allora perché mai scrivere un nuovo libro sul tycoon più conosciuto del mondo? Semplice: perché esiste una parte molto ampia di Trump che nessuno racconta e che Antonio Caprarica ha ricostruito nel suo ultimo “Il bullo. Come Donald Trump ha distrutto l’Occidente”, pubblicato da Piemme. Da questo volume esce un ritratto articolato e sorprendente di The Donald, figura che continua a dividere opinione pubblica e osservatori internazionali.
L'altro ritratto di Donald Trump
Più che un atto d’accusa, il libro di Caprarica si configura come una riflessione documentata su un protagonista del nostro tempo, un grande leader politico capace di attraversare mondi diversi - dall’imprenditoria alla politica - mantenendo intatta una cifra personale riconoscibile.
L'autore, celebre giornalista con una lunga carriera alle spalle, ricostruisce l’ascesa del tycoon con uno stile lineare mettendo in fila fatti, vicende, episodi. Ne emerge una figura complessa, difficilmente riducibile a categorie semplici: uomo di successo, comunicatore abilissimo, politico discusso ma indubbiamente capace di interpretare umori profondi della società americana.
Uno dei passaggi più significativi del libro riguarda il ritorno di Trump sulla scena internazionale e la sua modalità di esercizio del potere. Caprarica descrive episodi emblematici, come il discorso alle Nazioni Unite o le delicate trattative in Medio Oriente, sottolineando come il presidente statunitensi alterni toni assertivi a mosse negoziali spesso inattese. La cosiddetta “diplomazia della doppia B”, fatta di fermezza e pragmatismo economico, viene presentata come una coerente estensione del suo percorso personale.
L'impatto della stagione trumpiana
È così che, anche risultati controversi - come le pressioni sugli alleati o i negoziati condotti in modo diretto - vengono letti alla luce di un approccio che privilegia l’efficacia rispetto alla forma. Senza negare le criticità, l’autore riconosce come alcune iniziative abbiano prodotto effetti concreti, aprendo interrogativi più ampi sulla natura della leadership contemporanea.
Il libro si sofferma infine sull’impatto della stagione trumpiana, tanto sul piano interno quanto su quello internazionale. Caprarica osserva come il cambiamento non sia imputabile a un solo uomo, ma si inserisca in una trasformazione più ampia degli equilibri globali e della società americana. In questo senso, Trump appare più come un interprete che come un’anomalia, capace di portare alla luce tensioni già presenti.
“Il bullo”
si rivela così una lettura utile per comprendere non solo un leader, ma anche il contesto che lo ha reso possibile: un racconto che, pur mantenendo uno sguardo critico, evita eccessi e invita a una valutazione consapevole.