L’Iran prova a tenere aperto il canale diplomatico con gli Stati Uniti mentre si
irrigidisce lo scontro con l’Unione Europea. Da Teheran arriva l’annuncio di un imminente “quadro” per i negoziati con Washington, ma sullo sfondo pesa la decisione europea di designare i Pasdaran come gruppo terroristico.Iran: "Arrestati quattro stranieri, parteciparono alle rivolte"
La polizia di pubblica sicurezza della città di Baharestan, nella capitale sud-occidentale Teheran, ha dichiarato in un comunicato che quattro cittadini stranieri sono stati arrestati nel loro nascondiglio, con l'accusa di aver partecipato alle recenti "rivolte". "Quattro granate assordanti artigianali, utilizzate nelle rivolte in questa città, sono state trovate dalla polizia nella borsa di uno di questi individui", si legge nel comunicato, secondo quanto riportato da Mehr.
Governo Iran: "Mai ricevuto un ultimatum da Trump"
Il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaiel Baghaei ha negato che l'Iran abbia ricevuto un ultimatum per un accordo nucleare dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, come quest'ultimo ha affermato. "Non possiamo confermare l'affermazione di Trump", ha sottolineato. "Siamo sempre onesti e seri nel processo diplomatico, e devo dire che non abbiamo ricevuto l'ultimatum", ha sottolineato Baghaei.
Media: "Accordo Usa-Iran grazie a mediazione Turchia, Russia e Qatar'
Una mediazione multilivello, che ha coinvolto attori regionali e singole figure chiave dietro le quinte, ha permesso di sbloccare l'accordo quadro annunciato tra Stati Uniti e Iran per evitare una guerra regionale, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche citate dal quotidiano libanese L'Orient-Le Jour. Nel lavoro riservato che ha preceduto l'intesa un ruolo centrale è stato svolto dal Qatar, che avrebbe convinto Teheran ad accettare negoziati diretti con Washington, superando una delle principali resistenze politiche iraniane. Doha avrebbe inoltre favorito la definizione di un quadro negoziale più ampio, non limitato al solo dossier nucleare. Determinante anche l'azione della Turchia, che ha promosso un approccio graduale e globale, spingendo le parti a partire dal nucleare per poi estendere il confronto agli altri dossier regionali e offrendo il proprio territorio come sede dei contatti tra emissari. Le fonti indicano come figura chiave Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, considerato il principale decisore operativo dopo la Guida suprema. Larijani avrebbe dato il via libera politico alla trattativa e fatto filtrare segnali di apertura nei giorni scorsi, anche dopo una missione in Russia, che mantiene canali aperti con Washington. Mosca viene indicata come altro snodo cruciale del negoziato, anche per le proposte tecniche avanzate sulla gestione dell'uranio arricchito iraniano, considerate funzionali alla costruzione di un compromesso sul nucleare. Sul fronte statunitense, un ruolo operativo è attribuito all'inviato Steve Witkoff, incaricato dei contatti diretti con una delegazione iraniana, mentre a livello politico resta centrale l'interlocuzione del presidente Donald Trump con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian, che potrebbe sfociare in un contatto diretto a livello presidenziale. Secondo le stesse fonti, anche il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe contribuito a preparare il terreno politico, segnalando pubblicamente la disponibilità di Teheran a un accordo che escluda armi nucleari.
capo forze armate Teheran, se Usa attaccano nessun americano al sicuro
"Ciò che i nemici di questa nazione, in particolare l'America, dovrebbero sapere è che la motivazione delle nostre forze armate a combattere contro il nemico non è mai stata come oggi. Il minimo errore ci aprirà le porte all'azione e il mondo vedrà il volto diverso di un Iran forte. Nessun americano sarà al sicuro, e il fuoco della regione brucerà l'America e i suoi compagni dentro di sé". Lo ha affermato il capo dello Stato maggiore di Teheran, Abdolrahim Mousavi citato dalle agenzie iraniane.
Iran: nei prossimi giorni un "quadro" per i negoziati con gli Usa
Teheran afferma che nei prossimi giorni verrà finalizzato un "quadro" per i negoziati con gli Stati Uniti: lo fa sapere il governo iraniano. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato nella sua conferenza stampa settimanale che l'Iran definirà un quadro per i colloqui con gli Stati Uniti nei prossimi giorni. "Stiamo studiando la struttura dei negoziati e alcuni Paesi della regione hanno inviato messaggi agli Stati Uniti in tal senso. La rimozione delle sanzioni è una priorità essenziale e l'Iran sta anche rafforzando la fiducia nel suo programma nucleare", ha sottolineato. "I Paesi della regione, coinvolti nello scambio di messaggi Iran-Stati Uniti e anche nella mediazione, sanno che le conseguenze delle tensioni tra Stati Uniti e Iran non si limiteranno all'Iran, ma si estenderanno alla regione", ha aggiunto, sottolineando: "le minacce degli Stati Uniti non sono compatibili con la diplomazia e non si dovrebbe ricorrere alla coercizione come principio internazionale".
Teheran convoca ambasciatori Paesi Ue dopo decisione su Pasdaran terroristi
L’Iran ha dichiarato di aver convocato tutti gli ambasciatori dell’Unione Europea nella Repubblica Islamica per protestare contro la decisione di inserire il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, un’organizzazione paramilitare, nella lista dei gruppi terroristici. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha riferito che la convocazione è giunta domenica. L’Ue ha inserito i Pasdaran nella lista dei gruppi terroristici la scorsa settimana per il loro ruolo nella sanguinosa repressione delle proteste a livello nazionale avvenute a gennaio.