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Effetto Iran su Putin: lo Zar si blinda tra zone off limits e stretta sul web

Vladimir Putin rafforza sicurezza e censura digitale tra timori per attacchi e controllo politico. A Mosca limitate applicazioni e siti web

Effetto Iran su Putin: lo Zar si blinda tra zone off limits e stretta sul web
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La continua uccisione dei massimi vertici del governo iraniano per conto di Stati Uniti e Israele, unita al crescente numero di droni nemici arrivati nei pressi di Mosca, starebbe preoccupando Vladimir Putin. Mentre il Servizio di protezione federale russo (FSO), l'agenzia responsabile della sicurezza del capo del Cremlino, sta creando una zona off limits di 3 chilometri quadrati intorno alla residenza del leader russo a Sochi, nella capitale si è materializzata una improvvisa stretta online che ha coinvolto gran parte del web e le principali app di messaggistica. C'è chi dice che la decisione di Putin di blindare il cuore del Paese dipenda anche dalle imminenti elezioni federali per la Duma, in programma il prossimo settembre. Ecco che cosa sappiamo.

La stretta di Putin

Andiamo con ordine. Secondo quanto riportato dal Kyiv Post, all'interno della zona rossa intorno alla residenza di Putin è vietata la presenza di droni, oggetti che assomigliano ad armi, striscioni, eliporti, poligoni di tiro e club di paintball o softair. Pare siano inoltre state inoltre istituite altre zone di sicurezza intorno alle residenze del leader russo vicino a Mosca, a Kaliningrad e a Valdai, dove sarebbero stati dispiegati 12 sistemi di difesa aerea, principalmente unità Pantsir-S1.

Mosca è invece stata colpita da una stretta inaspettata. Da giorni, molti siti web stranieri risultano bloccati sui telefoni cellulari. Le autorità hanno spiegato che le restrizioni fanno parte di misure di sicurezza per respingere gli attacchi dei droni ucraini. Molti esperti sospettano che siano però in realtà parte dei preparativi per bloccare l'accesso dei russi al web globale, una mossa estrema che il Cremlino potrebbe pensare di effettuare.

Come ha spiegato l'Associated Press, la stretta sul web rientra in una strategia di sicurezza a più livelli adottata dalle autorità per controllare internet. Sono state introdotte leggi restrittive e sono stati bloccati siti e piattaforme online non conformi. La tecnologia per monitorare e manipolare il traffico online è stata inoltre perfezionata.

Obiettivo: massima sicurezza

Il governo ha bloccato i principali social network come Twitter, Facebook e Instagram con lo scoppio della guerra in Ucraina. L'anno scorso, invece, l'autorità russa per le comunicazioni ha annunciato restrizioni alle popolari app di messaggistica WhatsApp e Telegram. L'ultimo blackout, se così possiamo definirlo, ha riguardato anche altri siti. Allo stesso tempo è stata promossa un'app di messaggistica "nazionale" chiamata MAX, da molti considerato uno strumento di sorveglianza.

Le interruzioni di internet mobile a Mosca, segnalate per la prima volta il 5 marzo in alcune zone periferiche della capitale, si sono presto estese anche al centro città. Risultato? Diversi servizi governativi, le principali banche e le app per i taxi inseriti nelle liste bianche hanno smesso di funzionare insieme a siti e portali di pagamento. Il quotidiano economico Kommersant ha pubblicato una stima secondo cui le imprese di Mosca avrebbero perso tra i 3 e i 5 miliardi di rubli (circa 38-63 milioni di dollari) in cinque giorni di restrizioni

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che l'ultimo blocco di internet sui telefoni cellulari a Mosca è avvenuto in "stretta conformità con la legge" e che durerà "finché saranno necessarie ulteriori misure per garantire la sicurezza dei nostri cittadini".

La motivazione? L'Ucraina sta mettendo in atto "metodi di attacco sempre più sofisticati, sono necessarie misure tecnologicamente più avanzate per garantire la sicurezza pubblica", ha dichiarato l'alto funzionario russo.

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