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Francia al voto, la sfida nelle città, il test del Rn, il rischio per i verdi: cosa c’è in gioco con vista sulle presidenziali del 2027

Parigi, Marsiglia, Lione e Le Havre sono i principali campi di prova di municipali che vanno oltre il dato locale e anticipano già gli equilibri politici in vista della corsa all’Eliseo

Francia al voto, la sfida nelle città, il test del Rn, il rischio per i verdi: cosa c’è in gioco con vista sulle presidenziali del 2027

Quasi 48,7 milioni di elettori sono chiamati alle urne per il primo turno delle elezioni municipali in circa 35 mila comuni francesi. Si tratta dell’ultimo grande appuntamento elettorale prima delle presidenziali del 2027 e, pur restando un voto fortemente legato alle dinamiche locali, il risultato sarà letto anche in chiave nazionale.

L’attenzione è concentrata soprattutto sulle grandi città dove i risultati possono offrire indicazioni sulla tenuta della destra tradizionale, sulla capacità di radicamento del Rassemblement National, sulle possibilità di sopravvivenza del blocco macroniano nei territori e sulla tenuta delle alleanze a sinistra. A rendere ancora più osservate Parigi, Lione e Marsiglia contribuisce anche la riforma del sistema di voto approvata nel 2025, che ha modificato le regole nelle tre maggiori città del Paese.

Resta inoltre da verificare il livello di partecipazione. Nel 2020 il voto era stato segnato dall’emergenza Covid e da un’astensione record. Stavolta il contesto è diverso, la campagna è stata attraversata dalle tensioni politiche nazionali come la morte dell'attivista di destra Quentin Deranque ad opera di un gruppo di estrema sinistra e l’agenda internazionale segnata dalla guerra in Iran.

Parigi: sul tavolo il dopo Hidalgo

Parigi è il principale osservatorio di queste municipali. Dopo 25 anni di amministrazioni di sinistra, la capitale si prepara a scegliere il successore di Anne Hidalgo, sindaca uscente il cui ciclo politico si chiude dopo due mandati segnati da profondi cambiamenti nella mobilità urbana e nell’assetto della città, ma anche da molte polemiche.

La sfida più seguita è quella tra Rachida Dati, esponente dei Républicains e ministra della Cultura, ed Emmanuel Grégoire, socialista e già vice di Hidalgo. Sullo sfondo resta anche la presenza del centrista Pierre-Yves Bournazel, che può incidere sugli equilibri soprattutto in vista del secondo turno. Secondo diversi osservatori, proprio la frammentazione del voto potrebbe essere uno degli elementi decisivi della corsa parigina.

Nella capitale si vota inoltre con le nuove regole introdotte dalla riforma PLM. Gli elettori esprimono un voto per il consiglio d’arrondissement e uno separato per il consiglio municipale centrale. La riforma ha anche abbassato dal 50 al 25 per cento il premio di maggioranza, rendendo più difficile per la lista arrivata in testa costruire una maggioranza assoluta solida in consiglio. Questo rende più aperta la corsa al secondo turno e più rilevanti eventuali fusioni o accordi tra le liste.

Emmanuel Gregoire
Il candidato socialista a sindaco di Parigi Emmanuel Gregoire

Marsiglia: il banco di prova del Rassemblement National

Marsiglia è una delle città più osservate perché qui si misura in modo diretto la capacità del Rassemblement National di trasformare il proprio peso nazionale in una conquista urbana di primo piano. Il sindaco uscente Benoît Payan, espressione della sinistra, affronta infatti una sfida che ha al centro anche il candidato RN Franck Allisio.

La seconda città di Francia è considerata un banco di prova importante per diversi motivi. Da una parte c’è la possibilità per la sinistra di confermare una delle sue vittorie più significative del 2020. Dall’altra, per il RN, Marsiglia rappresenta l’occasione di consolidare il proprio percorso di radicamento locale, storicamente più debole rispetto ai risultati raccolti nelle consultazioni nazionali.

Anche qui la nuova legge elettorale cambia il quadro. Come a Parigi, il voto è stato sdoppiato tra livello centrale e settori cittadini, con la possibilità teorica di maggioranze diverse tra il municipio centrale e i livelli locali. In un contesto già competitivo, la capacità di tenere insieme i voti fra primo e secondo turno può diventare decisiva.

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Manifesto elettorale a Marsiglia

Lione: un test per il mondo green

Lione è un altro snodo politico di primo piano. La città è al centro dell’attenzione sia per il peso simbolico della sfida sia perché qui la riforma PLM si intreccia con la presenza della Métropole de Lyon, istituzione con competenze molto ampie e con un proprio peso politico e amministrativo.

Gli elettori lionesi votano infatti tre volte: per l’arrondissement, per il comune e per la metropoli. Questo rende il quadro più articolato rispetto ad altre città e aumenta il rilievo delle alleanze e della tenuta delle liste sui diversi livelli istituzionali.

Sul piano politico, Lione è osservata anche per la tenuta dell’area ecologista, che nel 2020 aveva ottenuto qui una delle sue vittorie più significative. Stavolta la situazione appare più incerta e la città è diventata uno dei luoghi in cui destra e centro sperano di poter tornare competitivi.

lione
Manifestazione per Quentin Deranque a Lione

Nizza: sfida tutta a destra

Nizza è uno dei casi più rilevanti per leggere gli equilibri all’interno della destra. La città mette infatti di fronte Christian Estrosi, sindaco uscente e figura vicina a Horizons, e Éric Ciotti, ex leader dei Républicains che dopo la rottura con il suo partito si è avvicinato al RN.

La partita nizzarda ha quindi un valore che va oltre il perimetro locale. Il risultato sarà letto anche come indicazione sul rapporto tra destra tradizionale, area macroniana e destra radicale. In una fase in cui in diverse città si osservano intese, convergenze o forme di non belligeranza tra forze del centrodestra, Nizza rappresenta uno dei laboratori più evidenti di questa dinamica.

Eric Ciotti
Eric Ciotti, candidato a Nice per la destra

Le Havre: dove si può decidere la partita delle presidenziali 2027

Le Havre ha una centralità politica particolare perché qui si gioca una parte del futuro di Édouard Philippe. L’ex primo ministro, oggi leader di Horizons, ha legato apertamente le sue prospettive nazionali alla conferma nel suo bastione normanno.

Philippe è considerato da tempo uno dei possibili candidati dell’area moderata per il 2027 e, nei sondaggi nazionali, viene indicato come uno dei profili più competitivi contro un eventuale candidato del RN. Per questo il suo risultato municipale sarà letto anche come una verifica della sua solidità politica personale. Una conferma rafforzerebbe il suo profilo nazionale; un arretramento o una sconfitta avrebbero invece conseguenze immediate sulla sua traiettoria verso l’Eliseo.

Le altre città

Oltre alle grandi città più osservate, ci sono altri centri che possono fornire indicazioni politiche rilevanti. A Tolosa, Nantes e Avignone l’attenzione è concentrata sugli equilibri tra destra e sinistra e sulla possibilità di accordi al secondo turno. A Strasburgo, Bordeaux e in parte anche ad Annecy si misura la tenuta degli ecologisti, che nel 2020 avevano beneficiato della cosiddetta “vague verte” ma che oggi appaiono più esposti.

Nel sud, Toulon e Nîmes sono tra le città seguite per capire se il RN possa conquistare nuovi spazi amministrativi, mentre Perpignan rappresenta un test di conferma per il partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella nella città più importante che già governa. A Roubaix, invece, l’attenzione riguarda soprattutto La France Insoumise e la sua capacità di aumentare la propria presenza nelle amministrazioni locali.

Cosa può ottenere la destra

Per la destra, queste municipali possono produrre risultati diversi su più piani. I Républicains puntano prima di tutto a difendere i propri bastioni locali e a restare competitivi nelle grandi città, a partire da Parigi. In alcuni casi il centrodestra spera anche di allargare il proprio spazio con l’appoggio o la convergenza di forze centriste.

Per il Rassemblement National, invece, il punto è soprattutto il radicamento. Il partito parte da una presenza locale ancora limitata rispetto alla sua forza nei sondaggi nazionali, ma stavolta presenta un numero più alto di liste rispetto al passato e prova a trasformare questo voto in un passaggio di consolidamento territoriale. L’eventuale conquista o conferma di città importanti darebbe al RN un argomento in più nella costruzione della propria credibilità in vista del 2027.

Anche il blocco centrale guarda a queste elezioni come a un test di sopravvivenza politica nei territori. Renaissance si presenta con un profilo più basso rispetto al 2020, mentre Horizons e MoDem puntano soprattutto a salvaguardare le posizioni già acquisite. In questo quadro, il risultato di Philippe al Le Havre resta uno degli indicatori più importanti.

Jordan Bardella
Il leader del Rassemblement National Jordan Bardella durante un comizio

Cosa può ottenere la sinistra

Per la sinistra la posta in gioco principale è la difesa delle città amministrate negli ultimi anni e la capacità di restare competitiva nonostante la frammentazione tra socialisti, ecologisti, comunisti e La France Insoumise. Parigi e Marsiglia sono i due casi più visibili, ma il discorso riguarda anche altre città dove il secondo turno potrebbe imporre trattative e fusioni di lista.

Il Partito socialista punta a confermare il proprio radicamento comunale, che resta uno dei suoi principali punti di forza. Gli ecologisti devono invece difendere parte delle conquiste del 2020 in un contesto meno favorevole rispetto a sei anni fa. La France Insoumise, dal canto suo, cerca soprattutto di aumentare la propria presenza nei consigli municipali e di conquistare spazio nelle aree urbane.

Molto dipenderà dagli accordi tra i due turni. Dove le forze di sinistra riusciranno a presentarsi unite, avranno maggiori possibilità di contenere la destra e il RN.

Dove invece prevarranno le divisioni, il rischio è quello di consegnare città contendibili agli avversari o di uscire indeboliti da un appuntamento che, pur essendo locale, sarà letto anche come una prima fotografia del campo progressista a un anno dalle presidenziali.

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