Stretta sul manifestazioni e proteste: così Macron blinda Parigi

Francia in rivolta contro la riforma delle pensioni di Macron. Il governo, tramite la prefettura, blinda il cuore della capitale per evitare devastazioni durante le proteste

Stretta sul manifestazioni e proteste: così Macron blinda Parigi

Giro di vite a Parigi contro le nuove proteste previste nei prossimi giorni in vista del voto all'Assemblea Nazionale sulla riforma delle pensioni promossa da Emmanuel Macron. La prefettura di Parigi ha nella giornata odierna, secondo quanto riportato dall'Agencé France-Press (Afp), proibito per motivi di sicurezza gli assembramenti in Place de la Concorde e sugli Champs-Elysées, oltre che nel cuore politico e civile della città.

Il prefetto di Parigi è dal luglio scorso Laurent Nunez, classe 1964, poliziotto "di ferro" che dal 2020 al 2022 ha servito come coordinatore dell'antiterrorismo dell'intelligence, dal 2015 al 2017 ha coordinato i servizi segreti interni (Securité Interieure) e nel mezzo dal 2018 al 2020 è stato sottosegretario al ministero dell'Interno nel governo Philippe II, quando il titolare del dicastero ero Cristophe Castaner. Un prefetto attentissimo all'ordine interno, legato allo Stato profondo francese, all'intelligence e alla cordata macroniana del potere è l'uomo che si trova a amministrare l'ordine pubblico in questa fase difficilissima per il Paese.

"Le persone che tenteranno di raggrupparsi saranno sistematicamente sgomberate dalla polizia e potranno essere multate", secondo una nota diramata dalla prefettura all'Afp. Il prefetto, in Francia, lo ricordiamo, è diretta emanazione del ministero dell'Interno e del governo, che in qualsiasi momento può decidere la sua revoca o sospensione. In questo caso Nunez non intende giocare col fuoco di fronte alla marea montante delle proteste e, memore del recente passato e degli anni in cui i Gillet Gialli proprio da Place de la Concorde e dally Champs-Elysées hanno messo a ferro e fuoco la Ville Lumiere, ha optato per un giro di vite che farà discutere.

A Parigi nel fine settimana sono attese decine di migliaia di persone proprio mentre l'Assemblea Nazionale prepara il voto che può decidere il futuro del governo di Elizabeth Borne e probabilmente della stessa presidenza. Per oggi diversi sindacati e politici locali nel V e XIII arrondissement hanno convocato una manifestazione per le 18 che partirà da Place d'Italie. Questa si trova 5 km a Sud della "zona rossa" in cui il governo e la prefettura vogliono evitare scontri massicci. Il clima è tesissimo, con la Nuova unione popolare e socialista (Nupes) di Jean-Luc Mélenchon e i lepenisti sulle barricate che dagli opposti estremi dello spettro politico accusano Macron di forzare la volontà popolare scavalcando il Parlamento per la sua riforma e un delicatissimo voto sulla mozione presentata dal gruppo indipendente Liot – che riunisce centristi ed ex macronisti - su cui potrebbe convergere un'eterogena maggioranza anti-Eliseo alle porte.

Per Politico.eu Macron ha "spaccato la Francia" con un atteggiamento "arrogante" che ha esacerbato gli animi. La riforma delle pensioni ha prodotto l'ennesima eruzione di anti-macronismo e la decisione di blindare i luoghi simbolo di Parigi risponde alla necessità di evitare che nel legittimo moto politico contro le riforme, il più grande da vent'anni a questa parte, si inseriscano teppisti, violenti e anarchici capaci di avvelenare i pozzi e seminare violenza. Nel frattempo tutte le principali città della Francia, ricorda Le Monde, vedono proteste di massa: Bordeaux, Caen, Marsiglia, Brest sono attese da manifestazioni di massa, mentre stamani a dare il là è stata la capitale della Regione della Loira, Saint-Etienne.

Liberation riporta invece è stata raggiunta una tregua tra autorità e scioperanti nei tre siti di incenerimento dei rifiuti prodotti da Parigi che hanno rinnovato l'agitazione fino a martedì ma consentito oggi il passaggio dei camion dell'immondizia per evitare che la Ville Lumiere venisse soffocata dalla spazzatura.

10mila tonnellate sono da raccogliere e il sindaco socialista Anne Hidalgo si è rifiutata di proclamare la requisition, la cooptazione pubblica dei lavoratori dello smaltimento. In questo clima incendiario la Francia attende sommosse e voti. Mentre la credibilità di Macron è di fronte a un nuovo, decisivo, giudizio politico e di piazza.

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