Negli ultimi mesi i cieli sopra il Mar Cinese Meridionale sono stati attraversati da una serie di voli anomali. Un grande drone militare cinese, per esempio, partendo dall’isola di Hainan ha effettuato missioni prolungate su rotte che si estendono verso est e sud, coprendo zone contese e aree strategiche vicino a Taiwan. Quello che distingue questi strani voli da operazioni ordinarie è l’uso deliberato di segnali transponder falsificati, grazie ai quali il drone appare come altri aerei civili e militari. Questa pratica rientra nelle tattiche da zona grigia adottate dalla Cina, una combinazione di sorveglianza, guerra elettronica e strategie di inganno finalizzate a confondere potenziali avversari e testare capacità operative avanzate senza uno scontro aperto.
La strategia della Cina
Secondo quanto riportato da Reuters, che ha dedicato alla vicenda un lunghissimo approfondimento, almeno 23 voli sono stati registrati con l’identificativo YILO4200, un drone a lunga autonomia simile al Wing Loong 2, ma con i transponder che trasmettevano codici di altri aerei, tra cui un cargo bielorusso sanzionato e un caccia britannico Typhoon.
I dati di tracciamento mostrano percorsi a forma di stella o clessidra su aree sensibili del Mar Cinese Meridionale, vicino a basi navali e subacquee, con rotte che si dirigono verso la costa filippina e vietnamita.
Secondo la stessa agenzia, l’uso di codici di registrazione altrui non è un errore tecnico, ma un tentativo di mascherare la natura reale dei voli, confondere sistemi radar meno avanzati o testare capacità di disinformazione e propaganda in vista di possibili scenari di conflitto.
Droni in volo
Il significato strategico di queste operazioni appare chiaro: si tratterebbe di vere e proprie prove generali per un eventuale confronto con Taiwan. I percorsi dei droni, se sovrapposti alle mappe dell’isola, toccano infatti punti militari chiave, comprese aree vicino a Taipei e lungo la costa meridionale, e si avvicinano a basi statunitensi e giapponesi nelle isole Ryukyu.
Queste simulazioni indicano un approccio più sofisticato alla preparazione bellica di Pechino, dove inganno elettronico e sorveglianza avanzata vengono combinati per creare incertezza strategica.
Sebbene non sia chiaro quanto tali tattiche possano realmente ingannare sistemi avanzati,
lo scopo dei suddetti voli di droni appare duplice: testare capacità operative in tempo reale e generare confusione tra eventuali avversari, aumentando così la leva strategica di Pechino nella regione. Taiwan è avvisata.