Leggi il settimanale

"Occupazione dell'Ice", "Fomentano l'insurrezione": Minneapolis accende lo scontro tra Trump e i dem

La morte dell’infermiere ucciso durante un’operazione dell’Ice accende lo scontro tra Washington e i Democratici

"Occupazione dell'Ice", "Fomentano l'insurrezione": Minneapolis accende lo scontro tra Trump e i dem
00:00 00:00

La morte di Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva di 37 anni, ucciso da un agente federale durante un’operazione dell’immigrazione nel centro di Minneapolis, ha innescato una nuova e profonda crisi politica negli Stati Uniti, riaccendendo le tensioni tra amministrazione federale, autorità locali e Partito Democratico.

Subito dopo la sparatoria, centinaia di manifestanti sono scesi in strada nonostante il gelo estremo — con temperature scese fino a –23 gradi — dando vita a ore di proteste lungo Nicollet Avenue. Le manifestazioni si sono poi attenuate solo a causa dell’ondata di freddo che, secondo le autorità, potrebbe colpire oltre 240 milioni di americani.

Secondo la versione del Department of Homeland Security, gli agenti federali stavano conducendo un’operazione quando Pretti si sarebbe avvicinato armato e avrebbe opposto resistenza, costringendo un agente della U.S. Border Patrol a sparare colpi “difensivi”. Il segretario alla Sicurezza interna Kristi Noem ha dichiarato che l’uomo avrebbe tentato di “impedire un’operazione di polizia”, senza però chiarire se avesse effettivamente estratto o puntato l’arma.I video girati da testimoni e circolati subito dopo la sparatoria mostrano tuttavia Pretti con un telefono cellulare in mano. Il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara, ha confermato che l’uomo era un legittimo possessore di porto d’armi, ma ha ammesso che restano molte zone d’ombra sulla dinamica che ha preceduto gli spari.

Il tipo di arma che il DHS sostiene sia stata recuperata — una Sig Sauer P320 calibro 9 mm — è ampiamente diffuso anche tra le forze dell’ordine federali, statali e locali. Il Minnesota Star Tribune ha sottolineato che, al momento, non è stato dimostrato che la pistola mostrata in un’immagine diffusa sui social appartenesse effettivamente a Pretti. La famiglia dell’infermiere ha respinto con forza la versione ufficiale, definendola “ripugnante” e accusando l’amministrazione federale di diffondere menzogne. In una dichiarazione, i familiari hanno affermato che l'uomo stava cercando di aiutare una donna spinta a terra dagli agenti e che al momento dell’aggressione aveva il telefono in mano e l’altra alzata, mentre veniva colpito e immobilizzato.

Due testimoni oculari hanno dichiarato sotto giuramento che Pretti non brandiva alcuna arma. Uno di loro, che ha filmato la scena, ha raccontato che l’uomo è stato bloccato e colpito da più agenti mentre tentava di prestare aiuto; un secondo testimone, un medico residente nei pressi del luogo della sparatoria, ha riferito di essere stato inizialmente ostacolato nei tentativi di soccorso. Secondo quanto emerso, Pretti presentava ferite multiple, tra cui almeno tre alla schiena. Dieci colpi sarebbero stati esplosi durante lo scontro secondo i video diffusi di quei concitati momenti. Non è chiara la loro provenienza, ma nella descrizione delle immagini da parte della Bbc si sottolinea che, nel momento in cui "gli agenti si allontanano di scatto dall'uomo steso a terra la sparatoria continua" e "si sentono in totale 10 colpi di arma da fuoco".

Sul piano politico, lo scontro è frontale. Il presidente Donald Trump ha attaccato duramente il governatore del Minnesota Tim Walz e il sindaco di Minneapolis, accusandoli di “incitare un’insurrezione” e di non aver consentito alla polizia locale di proteggere gli agenti federali. Trump ha anche condiviso sui social immagini dell’arma che, secondo il DHS, sarebbe stata recuperata sulla scena. Dal fronte opposto, diversi esponenti democratici hanno chiesto il ritiro delle autorità federali dal Minnesota. La deputata Alexandria Ocasio-Cortez ha invitato il partito a rifiutare qualsiasi voto di finanziamento all’ICE, parlando di una responsabilità morale nel “proteggere gli americani dalla tirannia”. Poco dopo, il leader democratico al Senato Chuck Schumer ha annunciato che i democratici non sosterranno un pacchetto di spesa che includa fondi per il DHS, aumentando il rischio di una paralisi del governo alla fine del mese.

A Minneapolis, il governatore Walz ha dichiarato di non avere fiducia nelle autorità federali e ha annunciato che lo Stato guiderà l’indagine sulla sparatoria. Una versione contestata dal sovrintendente del Minnesota Bureau of Criminal Apprehension, Drew Evans, secondo cui gli agenti federali avrebbero inizialmente impedito l’accesso alla scena anche dopo l’ottenimento di un mandato giudiziario. La Minnesota National Guard è stata dispiegata a supporto delle forze di polizia locali.

Le proteste si sono estese anche ad altre

città, tra cui New York, Washington e Los Angeles. A Minneapolis, tra slogan contro l’ICE e momenti di forte tensione, centinaia di persone si sono poi raccolte in silenzio attorno a un memoriale improvvisato per Pretti.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica