Ocean Viking a Tolone. Sbarcano 230 migranti tra le polemiche della Francia

I profughi saranno visitati da uno staff medico presente sul posto e, successivamente, verranno avviate le procedure per la presentazione delle domande di asilo

Ocean Viking a Tolone. Sbarcano 230 migranti tra le polemiche della Francia

Erano appena scoccate le ore 8:42 quando stamattina la nave di Sos Méditerranée, Ocean Viking è approdata nel porto di Tolone, in Francia. A bordo 230 migranti, tra cui 57 bambini. L’imbarcazione si trova in una zona militare inaccessibile anche ai giornalisti ed è scortata da natanti militari francesi e da un elicottero. I passeggeri saranno visitati da uno staff medico presente sul posto e, successivamente, verranno avviate le procedure per la presentazione delle domande di asilo. Secondo il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin, un'ottantina di migranti potrebbero già in giornata essere trasferiti in Germania, che si è accordata con la Francia per farsene carico. L’esponente politico ci ha tenuto a precisare che i profughi sono stati autorizzati a sbarcare “a titolo eccezionale” e solo per “dovere umanitario”.

Il destino dei migranti

Tutti coloro che non riceveranno l’asilo saranno allontanati dalla zona di attesa di Hyères, nella penisola di Giens, in direzione del loro Paese di origine. Un terzo dei passeggeri con diritto di asilo potranno fermarsi in Francia, gli altri saranno distribuiti in nove Paesi europei, fra cui, come ha anticipato il ministro Darmanin, la Germania, che si è impegnata all'accoglienza di 80 persone, il Lussemburgo, la Bulgaria, la Romania, la Croazia, la Lituania, Malta, il Portogallo e l'Irlanda.

La rabbia dei francesi

Non si placano, intanto, le polemiche politiche sulla vicenda della nave Ocean Viking. “Quello che è successo – ha dichiarato il sottosegretario agli Affari europei della Francia, Laurence Boone – è preoccupante. L'Italia si è affrancata dal diritto internazionale. È una violazione della fiducia”. Già ieri sera il ministro Darmanin era stato molto duro. “A seguito dell'accoglienza della nave Ocean Viking in Francia dopo il rifiuto italiano – aveva detto –è chiaro che ci saranno conseguenze estremamente gravi per le nostre relazioni bilaterali”. Ci hanno pensato i giornali francesi, poi, a rincarare la dose. “Seconda resa dei conti vinta da Roma in quattro anni – ha evidenziato il quotidiano Le Figaro –. Rifiutando categoricamente di far sbarcare sulle sue coste i migranti provenienti dall'Ocean Viking, l'Italia ha torto ancora una volta il braccio degli altri Paesi europei, costringendo infine la Francia a consentire alla nave umanitaria di accedere al porto militare di Tolone”.

La risposta dall’Italia

È arrivata a stretto giro la replica dall’Italia. “Sui migranti – ha affermato il vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè alla trasmissione Radio anch'io su Radiouno – è riduttivo porre la questione quasi fosse un derby Italia-Francia. Si tratta, in vece, di un problema epocale che investe tutta l'Europa e deve riguardare l'Unione europea. In questa vicenda con la Francia, l'Italia sta dalla parte della legalità e del diritto, umanitario e internazionale”. Il deputato di Forza Italia ha aggiunto: “I numeri dicono con chiarezza che rispetto agli accordi sui ricollocamenti appena 37 immigrati sono stati accolti dalla Francia sui 3.500 previsti.

Di contro, dopo la vicenda della Ocean Viking, i francesi hanno messo in atto una sorta di incomprensibile rappresaglia umanitaria inviando 500 agenti al confine di Ventimiglia per un'ulteriore stretta alla frontiera in una zona dove la Gendarmerie non ha mai brillato per umanità. Non mi sembra un grande segnale di distensione e soprattutto di maturità rispetto a un problema che non può e non deve riguardare singoli Stati ma l'Europa”.

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