Leggi il settimanale

A Pechino chip e 200 aerei. Dagli Usa l’idea guardrail. "Regole comuni sull’IA"

Washington vuole la leadership sul tech. Ma i talenti cinesi ora ritornano in patria

A Pechino chip e 200 aerei. Dagli Usa l’idea guardrail. "Regole comuni sull’IA"
00:00 00:00

«Partner, non rivali» è il messaggio lanciato da Donald Trump a Xi Jinping. Pensando anche al business, agli affari. Tanto che il presidente Usa si è presentato a Pechino con in coda 17 ceo delle più importanti aziende, da Elon Musk a Tim Cook di Apple passando per David Salomon di Goldman Sachs. Dopo il bastone del Liberation Day, insomma, si passa alla carota per mediare una risoluzione.

Uno dei dossier centrali del summit tra Trump e Xi è stato anche lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha spiegato che Washington e Pechino stanno, infatti, discutendo la creazione di «guardrail» sull'intelligenza artificiale, ovvero standard e protocolli condivisi per impedire che i modelli di AI più potenti vengano sfruttati da criminali, terroristi o altri attori non statali. Secondo Bessent, la Casa Bianca considera «di fondamentale importanza» mantenere un vantaggio tecnologico sull'AI nei confronti della Cina, ma allo stesso tempo ritiene necessario sviluppare standard comuni di sicurezza. I due Paesi stanno dunque valutando l'apertura di canali permanenti di dialogo per gestire incidenti o rischi legati all'AI avanzata. Le discussioni arrivano dopo il lancio del nuovo modello «Mythos» di Anthropic che avrebbe consentito di individuare importanti vulnerabilità nei sistemi software globali, costringendo banche e grandi aziende a effettuare aggiornamenti urgenti delle proprie reti informatiche. Alla missione in Cina ha partecipato anche Jensen Huang, ceo di Nvidia, che ha definito l'incontro tra Trump e Xi «strabiliante»: gli Usa avrebbero, infatti, autorizzato circa dieci aziende cinesi ad acquistare i chip H200, i secondi più potenti del colosso americano. Al seguito del presidente, anche l'ad di Boeing, Kelly Ortberg e la Cina si è impegnata ad acquistare 200 jet, ha detto Trump sottolineando che «Boeing ne voleva 150, ne ha ottenuti 200».

La nostra porta «si aprirà sempre di più», avrebbe promesso Xi Jinping ai 17 manager al seguito di Trump. L'obiettivo degli incontri sarebbe stato anche quello di placare le preoccupazioni degli investitori internazionali riguardo al rallentamento dell'economia cinese e alle norme più rigide introdotte da Pechino sulle catene di approvvigionamento.

Nel frattempo, i talenti tecnologici cinesi stanno tornando in patria dopo che per decenni affermarsi negli Stati Uniti è stato il massimo segno di successo. Li chiamano «tartarughe marine», un gioco di parole sul termine mandarino haigui, che evoca l'istinto di tornare alla spiaggia natale dopo anni di migrazioni negli oceani del mondo.

Qualche esempio? Wu Yonghui, ex vicepresidente della ricerca presso Google che ha contribuito allo sviluppo di Gemini e ora dirige la ricerca per la divisione AI di ByteDance, la società madre di TikTok, e Yao Shunyu, ex ricercatore di OpenAI, nominato responsabile scientifico per l'AI di Tencent.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica