Continuano a filtrare nuovi dettagli sull'operazione che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro poco prima dell'alba a Caracas. La missione di "estrazione" del capo del regime venezuelano, riporta il Wall Street Journal, sarebbe stata condotta non solo da unità della Delta Force ma anche dal 160esimo Reggimento Aviazione per le forse speciali (Soar), meglio noti come Night Stalkers. Si tratta della stessa squadra che trasportò i Navy Seals nel 2011 ad Abbottabad, in Pakistan, incaricati di dare la caccia a Osama Bin Laden.
Secondo il quotidiano Usa che cita attuali ed ex funzionari americani, i Night Stalkers si sarebbero addestrati per mesi "vicino al Venezuela" e "un significativo numero di mezzi" del 160esimo Reggimento sarebbe stato impiegato nella missione della scorsa notte. I Night Stalkers usano spesso gli elicotteri Chinook, Black Hawk e Little Bird modificati e conducono missioni aeree a bassa quota spesso con i Navy Seals o la Delta Force. Quest'ultima è un'unità dell'esercito americano impiegata nella cattura o nell'eliminazione di obiettivi di alto livello, come nel caso dell'uccisione nel 2019 del leader dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi, o nel recupero degli ostaggi.
I Night Stalkers sono entrati in azione nel 1983 nel contesto dell'operazione Urgent Fury, l'invasione di Grenada ordinata da Ronald Reagan, e nel 1989 in occasione dell'operazione Just Cause autorizzata da George Herbert Bush contro il dittatore di Panama Manuel Noriega. Nel 1993 due elicotteri del Soar furono abbattuti durante la battaglia di Mogadiscio ricordata nel celebre film "Black Hawk Down".
"Puoi scappare ma ti troveranno", recita uno dei pochi libri dedicati ai Night Stalkers. Ancora più minaccioso suona il loro motto non ufficiale: "la morte aspetta nell'oscurità". Non potrebbe essere altrimenti se si considera che, sin dalla sua creazione nel 1981, il 160esimo Reggimento è stato schierato in rischiose operazioni contro l'Isis in Siria e Iraq, in Somalia e, come già menzionato, in Pakistan contro il leader di Al Qaeda.
"Sono i piloti di Formula Uno dell'aviazione", spiega al Guardian Steven Hartov, autore di un libro sulle missioni dei Night Stalkers che agiscono quasi sempre nelle ore più buie. Una circostanza che trova conferma nell'operazione andata in scena la notte scorsa in Venezuela. Altissimi i rischi che incontrano i militari del Soar.
Il numero dei membri dei Night Stalkers morti o gravemente feriti in incidenti di addestramento, spiega Hartov, "è probabilmente più alto rispetto a qualsiasi altra unità perché vanno veloci e bassi nel buio".