Politica estera

Putin sigla il patto del petrolio in Arabia Saudita: "Tagliare produzione mondiale"

Il presidente russo e il principe bin Salman hanno richiamato all'ordine i Paesi dell'Opec+, invitandoli ad aderire ad un nuovo taglio della produzione del petrolio per "sostenere la crescita globale"

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Nuova intesa tra Russia e Arabia Saudita sul taglio alla produzione di petrolio. Giovedì 7 dicembre, il presidente Vladimir Putin e il principe Mohammad bin Salman hanno chiesto a tutti i Paesi dell’Opec+ (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) di aderire ad un accordo per ridurre ulteriormente il quantitativo di barili al giorno (bpd) immesso sul mercato “per il bene dell’economia globale”.

L’appello dei due leader è stato reso pubblico in una dichiarazione congiunta dopo il loro incontro a Riad, in cui “le due parti elogiano la stretta collaborazione tra loro e gli sforzi compiuti con successo dai Paesi Opec+ per migliorare la stabilità dei mercati petroliferi globali” e “hanno sottolineato l'importanza di continuare questa cooperazione e la necessità che tutti i Paesi partecipanti aderiscano all'accordo Opec+, in un modo che serva gli interessi dei produttori e dei consumatori e sostenga la crescita dell'economia globale”.

Queste dichiarazioni sono arrivate pochi giorni dopo la decisione dell’organizzazione di diminuire i bpd nel primo trimestre del 2024, arrivando a quota 2,2 milioni. Considerando che Mosca e il Regno avevano già tagliato la produzione di 1,3 milioni, questa nuova decisione non ha generato preoccupazione nei mercati globali, che hanno registrato un calo del costo dell’oro nero del 2%, complice anche la decisione di Washington di chiudere un occhio sull'aumento delle esportazioni di greggio sanzionato da Venezuela e Iran. I vari Paesi dell’Opec+, inoltre, hanno dimostrato di non avere una linea condivisa su questo punto.

È dunque probabile che la richiesta di Putin e bin Salman sia in realtà un richiamo all’ordine per gli Stati membri dell’organizzazione, che controllano circa il 40% di tutto il petrolio mondiale. Il combustibile fossile, infatti, è vitale per le economie di entrambi i Paesi. La Russia conta su di esso per finanziare lo sforzo bellico in Ucraina, mentre l’Arabia Saudita ne ha bisogno per supportare i propri progetti di sviluppo interni e ritagliarsi uno spazio di sempre maggior peso sulla scena internazionale. Un aumento del costo del petrolio li favorirebbe notevolmente, soprattutto in vista di un 2024 in cui Putin punta ad aumentare il denaro destinato alle forze armate impegnate nel conflitto.

Riad e Mosca, dunque, non possono permettersi che il loro principale punto di forza venga minato da dissidi interni al fronte in cui esso affonda le radici. Dopo la riunione dell’Opec+ del 1° dicembre, alcuni commercianti di petrolio hanno dichiarato di aspettarsi uno scisma più profondo all’interno dell’organizzazione, specialmente a causa di dissidi con i produttori africani. Proprio per scongiurare questa eventualità, Putin e bin Salman hanno ribadito la loro volontà di rafforzare la cooperazione tra i loro Paesi, con un prossimo incontro che si svolgerà a Mosca.

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