Yang Wei, figura chiave nello sviluppo del caccia stealth J-20, è “scomparso”. Il nome dell’ingegnere, considerato il “padre” del più avanzato velivolo da combattimento di Pechino, è infatti stato rimosso dal sito dell’Accademia cinese delle scienze, massimo organismo accademico del Paese. Si tratta di una assenza silenziosa, senza spiegazioni ufficiali, che si aggiunge a un altro dato significativo: Yang non appare in pubblico da oltre un anno. La cancellazione digitale, confermata anche da archivi online, rappresenta spesso in Cina un segnale preliminare di indagini o epurazioni, soprattutto quando coinvolge figure di alto profilo legate a settori strategici.
La “scomparsa” del “padre” del J-20
Yang Wei, 62 anni, aveva costruito la propria carriera all’interno dell’industria aeronautica statale, entrando nel colosso AVIC nel 1985 e contribuendo allo sviluppo di diversi programmi militari cruciali. Il suo primo grande successo fu il caccia di terza generazione J-10, il cui volo inaugurale risale al 1998.
Ma è con il J-20 che il suo nome è entrato nella storia dell’aviazione militare cinese: un caccia stealth di quinta generazione, entrato in servizio nel 2017 e considerato il simbolo della modernizzazione delle forze armate del Paese, spesso accostato all’F-22 statunitense. Negli anni successivi, il velivolo è stato impiegato in aree sensibili come lo Stretto di Taiwan e il Mar Cinese Orientale, consolidando il suo ruolo nella proiezione di potenza regionale di Pechino.
Parallelamente, Yang aveva assunto incarichi di vertice anche sul piano politico e accademico, diventando membro dell’Accademia delle scienze e partecipando, come membro supplente, al Comitato centrale del Partito comunista tra il 2017 e il 2022.
Cosa è successo a Yang Wei?
La sua improvvisa uscita di scena, ha sottolineato il South China Morning Post, si inserisce però in un contesto più ampio e turbolento. Negli ultimi anni, la leadership cinese ha intensificato la lotta alla corruzione nel settore militare e industriale, portando a una serie di rimozioni e indagini ai vertici di aziende strategiche.
Altri dirigenti di AVIC, tra cui l’ex presidente Tan Ruisong e il successore Zhou Xinmin, siano stati coinvolti in procedimenti disciplinari o espulsi dal Partito. Non solo: anche figure di primo piano dell’apparato militare centrale risultano sotto inchiesta, segno di una stretta senza precedenti voluta dalla leadership di Pechino. In questo scenario, la sparizione di Yang Wei assume contorni ancora più enigmatici.
Senza comunicazioni ufficiali, resta il dubbio se si tratti di una misura legata a indagini interne o di una più ampia
ristrutturazione del potere nel complesso militare-industriale cinese. Quel che è certo è che l’ombra che avvolge il “papà” del J-20 riflette le tensioni profonde di un settore cruciale per le ambizioni globali della Cina.