Politica estera

Taglio di 300mila arrivi: la ricetta del Regno Unito per bloccare i migranti

Per entrare nel Paese come “lavoratori qualificati” servirà un impiego pagato 38.700 sterline (circa 45 mila euro) l’anno. Previste condizioni più stringenti sui visti agli studenti e i riavvicinamenti familiari

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Un taglio di 300 mila migranti: questo l’effetto delle nuove misure introdotte dal governo britannico guidato da Rishi Sunak. La stretta sugli ingressi di richiedenti asilo regolari autorizzati a entrare nel Regno Unito come “lavoratori qualificati” è stata illustrata dal ministro dell’Interno James Cleverly. Entrando nel dettaglio dell’intervento, è previsto un innalzamento da 26.200 a 38.700 sterline (circa 45.000 euro) annue del contratto di lavoro minimo richiesto per chiamare stranieri in settori occupazionali con posti vacanti. Tra le misure, inoltre, condizioni più stringenti sui visti agli studenti e i riavvicinamenti familiari.

Insieme al divieto per gli studenti di master di portare nel Paese i parenti, le nuove misure avranno un impatto considerevole. Subentrato recentemente a Suella Braverman, il ministro degli Interni James Cleverly ha evidenziato che “più di 300 mila persone che sono arrivate nel Regno Unito l’anno scorso non sarebbero ora in grado di farlo”. Cifra che rappresenta circa un quarto degli 1,2 milioni di persone entrate nel Paese nel 2022.

“Quando è troppo è troppo. La politica sui migranti deve essere giusta, legale e sostenibile”, l’analisi di Cleverly. Il braccio destro di Sunak ha posto in cima all’elenco delle priorità il contrasto all’immigrazione clandestina: “Il nostro piano per fermare i barconi sta funzionando. Gli arrivi di piccole imbarcazioni sono diminuiti di un terzo, mentre la migrazione illegale è in aumento in tutta Europa”. Ma non è tutto.

Il governo non perde di vista il dossier Ruanda. Insieme ai suoi collaboratori, Sunak sta valutando l’invio di avvocati nel Paese africano per sbloccare il piano per la deportazione dei migranti dopo il pronunciamento negativo della Corte suprema. Cleverly nelle prossime settimane sarà a Kigali per fare il punto sul dossier: secondo la Bbc, la presenza di avvocati britannici sarebbe uno dei punti del trattato bilaterale in via di definizione, che prevede inoltre il versamento di altri 15 milioni di sterline al Ruanda - oltre ai 140 milioni già stanziati da Londra - per migliorare ed estendere il suo sistema di gestione delle richieste di asilo.

Il ministero degli Interni sta lavorando con grande attenzione all’ipotesi, la conferma della segretaria di Stato Lucy Frazer. “C'è un problema sulla gestione delle pratiche e so che il ministero degli Interni la sta affrontando con molta attenzione. So che il ministro James Cleverly sta ora lavorando con il Ruanda a un nuovo trattato e presenteremo il disegno di legge a tempo debito", le sue parole alla Bbc.

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