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Trump in calo nei sondaggi: disapprovazione record negli Stati Uniti

A sei mesi dalle elezioni di metà mandato, il presidente affronta il livello più alto di bocciatura dei suoi mandati: pesano guerra, inflazione e costo della vita

Trump in calo nei sondaggi: disapprovazione record negli Stati Uniti
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A sei mesi dalle elezioni di midterm, il presidente americano Donald Trump affronta uno dei momenti più delicati del suo secondo mandato. Gli ultimi sondaggi condotti da Washington Post, ABC News e Ipsos indicano un netto peggioramento del consenso: il tasso di disapprovazione ha raggiunto il 66%, il livello più alto registrato finora, mentre l’approvazione si ferma al 33%.

Il dato non è isolato ma si inserisce in una tendenza negativa già evidente nei mesi precedenti, con diversi istituti che avevano collocato il gradimento del presidente sotto la soglia psicologica del 40%.

Politica estera e guerra in Iran pesano sul consenso

Uno dei principali fattori del calo nei sondaggi è la gestione del conflitto con l’Iran. Solo circa un terzo degli americani approva l’operato della Casa Bianca su questo dossier, mentre una larga maggioranza esprime contrarietà o scetticismo.

Il conflitto, avviato con operazioni militari che hanno inciso sugli equilibri energetici globali, ha avuto ricadute dirette anche sull’economia domestica, contribuendo all’aumento dei prezzi dei carburanti e al malcontento diffuso.

La guerra è oggi percepita da molti elettori come un elemento di instabilità, con livelli di impopolarità paragonati da alcuni analisti a precedenti conflitti controversi della storia americana.

Tuttavia, il sostegno alla guerra tra coloro che si identificano come repubblicani rimane elevato: il 79% afferma che sia stata la decisione giusta. Gli indipendenti che tendono a identificarsi con il Partito Repubblicano sono pressoché divisi, con il 52% che ritiene sia stata la decisione giusta e il 46% che la considera un errore.

Economia e inflazione: il vero nodo politico

Se la politica estera incide sul consenso, è soprattutto la situazione economica a erodere la fiducia degli elettori. Solo il 34% degli americani approva la gestione economica del presidente, mentre il giudizio sull’inflazione è ancora più severo, con livelli di consenso intorno al 27%.

Ancora più critico il dato sul costo della vita: appena il 23% degli intervistati promuove le politiche dell’amministrazione, a fronte di una bocciatura che supera i tre quarti del campione.

L’aumento dei prezzi, in particolare energia e beni di consumo, è diventato il tema centrale della campagna elettorale in vista delle midterm, erodendo uno dei tradizionali punti di forza del Partito Repubblicano: la credibilità economica. Giovedì, Trump ha dichiarato di aver deciso di accettare le conseguenze economiche a breve termine come prezzo da pagare per impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare.

Midterm a rischio: cresce il vantaggio democratico

Il deterioramento dei sondaggi ha implicazioni dirette sulle elezioni di metà mandato del 2026. L’entusiasmo elettorale appare oggi più alto tra gli elettori democratici rispetto a quelli repubblicani, segnale che potrebbe tradursi in una maggiore mobilitazione alle urne.

Inoltre, per la prima volta negli ultimi anni, i Democratici risultano più affidabili agli occhi dell’opinione pubblica su temi chiave come economia e inflazione, tradizionalmente terreno favorevole ai Repubblicani.

Resta forte il sostegno della base repubblicana a Trump, ma il calo tra indipendenti e moderati rischia di compromettere gli equilibri al Congresso, aprendo la strada a possibili guadagni dell’opposizione. Il quadro che emerge è quello di una presidenza ancora sostenuta da uno zoccolo duro elettorale, ma sempre più vulnerabile nel giudizio complessivo del Paese.

Tra guerra, inflazione e costo della vita, la sfida per la Casa Bianca nei prossimi mesi sarà riconquistare la

fiducia degli elettori indecisi. In caso contrario, le elezioni di metà mandato potrebbero trasformarsi in un referendum sull’operato del presidente, con conseguenze significative sugli equilibri politici negli Stati Uniti.

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