Le municipalità francesi oggi al voto per eleggere una fitta schiera i nuovi sindaci. Un duplice test sia per la destra che per la sinistra. Il Rassemblement National ha finora faticato a ottenere risultati significativi nelle elezioni comunali. La sinistra ha ottenuto un buon risultato in tutta la Francia alle ultime elezioni comunali del 2020 ma si è presentata a questo appuntamento elettorale indebolita a livello nazionale. Sorvegliata speciale, ovviamente, Parigi, così come alcune delle città conquistate la volta scorsa, come Nantes per i socialisti o Lione e Strasburgo per i Verdi.
Parigi, Marsiglia, Lione e Le Havre si confermano i principali campi di prova di queste municipali che sembrano vaticinare già gli equilibri in vista della corsa all’Eliseo.
Le vittorie del Rassemblement National
"In molti comuni, e non solo nelle città in cui eravamo uscenti, il Rassemblement National ha vinto al primo turno. Questa è una vittoria enorme per il nostro movimento!", ha scritto Marine Le Pen su X. "Invito i francesi a mobilitarsi e ad amplificare lo slancio domenica prossima: nessuna voce deve rimanere inascoltata!", ha aggiunto.
Non erano molti, ma tutti i sindaci del Rassemblement National sono stati rieletti o si trovano in una posizione favorevole per essere rieletti domenica 22 marzo, dopo il secondo turno di votazioni. A cominciare dal primo, a Perpignan: Louis Aliot, vicepresidente del partito, si è assicurato un secondo mandato dopo la vittoria al primo turno. Il sindaco uscente ha di fatto sottratto voti a Bruno Nougayrède, che ha ottenuto solo il 13% dei voti, dietro alla candidata di Place Publique, Agnès Langevine.
A Parigi il socialista Grégoire in testa
A Parigi il candidato socialista Emmanuel Grégoire, sostenuto dalla coalizione di sinistra che governa la capitale dal 2014, è in testa, davanti alla candidata della destra Rachida Dati, senza però raggiungere la maggioranza assoluta. Il risultato rende molto probabile un ballottaggio, che si annuncia combattuto. Politicamente, il voto nella capitale è considerato un test importante per la tenuta della sinistra urbana dopo l’era di Anne Hidalgo, mentre la destra punta a riconquistare una città simbolo.
A Marsiglia sfida serrata
A Marsiglia il primo turno conferma una sfida estremamente serrata tra il sindaco uscente Benoît Payan, espressione della sinistra, e il candidato del Rassemblement National Franck Allisio, con percentuali molto vicine e nessun vincitore al primo turno. Il risultato rafforza l’idea di una città politicamente divisa e rende il ballottaggio decisivo. Dal punto di vista politico nazionale, la competizione marsigliese è osservata con particolare attenzione perché un eventuale successo dell’estrema destra in una grande metropoli sarebbe un segnale forte in vista delle presidenziali del 2027.
Lione in bilico
A Lione il voto resta in bilico tra il sindaco ecologista uscente Grégory Doucet, sostenuto dalla sinistra, e il blocco di centrodestra, con un distacco ridotto che rende inevitabile il secondo turno. La città, conquistata dai Verdi nel 2020, rappresenta una delle principali roccaforti amministrative della sinistra ecologista, ma anche uno dei territori più contendibili per la destra. Il risultato del ballottaggio sarà quindi politicamente rilevante per capire se l’alleanza progressista mantiene forza nelle grandi città oppure se si registra uno spostamento verso posizioni più moderate e conservatrici.
A Le Havre Philippe in vantaggio
A Le Havre l’ex primo ministro Édouard Philippe, leader del centrodestra moderato e figura di primo piano della politica francese, è nettamente in vantaggio, pur senza superare la soglia per l’elezione immediata. Il ballottaggio appare comunque favorevole al sindaco uscente.
Il risultato ha un peso politico nazionale particolare perché Philippe è considerato uno dei possibili candidati alle presidenziali del 2027: una conferma solida nella sua città rafforzerebbe la sua posizione come figura centrale dell’area moderata e alternativa sia alla sinistra sia al Rassemblement National.