Una missione per smentire le fake news sul Cpr in Albania. Una delegazione parlamentare di Fratelli d'Italia va in visita alla struttura di Gjader per scattare una fotografia fedele della situazione e smontare le ricostruzioni parziali fatte circolare negli ultimi mesi. Le verifiche effettuate sul posto raccontano una realtà diversa rispetto a quella descritta dalle opposizioni: il centro «fantasma» in realtà è pianamente operativo, con 82 posti occupati su 96 disponibili (14 vengono mantenuti liberi per far fronte a eventuali emergenze di sicurezza).
«Il Cpr di Gjader è pieno e funzionante così come aveva annunciato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni», si legge nella nota diffusa al termine della visita. Un'affermazione che trova riscontro anche nei numeri complessivi dell'attività svolta: all'interno della struttura sono già transitate 536 persone con profili di elevata pericolosità sociale, molte delle quali sono state rimpatriate.
La delegazione parlamentare, composta dai capigruppo di Camera e Senato Galeazzo Bignami e Lucio Malan, dai vicepresidenti dei gruppi Augusta Montaruli, Raffaele Speranzon e Salvatore Sallemi, dal responsabile dell'organizzazione Giovanni Donzelli, dai deputati Sara Kelany e Francesco Filini e dal senatore Marco Lisei, ha potuto verificare direttamente non solo la piena operatività del centro, ma anche il lavoro svolto quotidianamente da Forze dell'Ordine e operatori sociali e sanitari. Altro punto centrale riguarda la prospettiva europea. È stato infatti accertato che sono già stati predisposti gli spazi per le procedure accelerate di frontiera, che entreranno in funzione non appena sarà approvato in via definitiva il nuovo patto europeo su migrazione e asilo. Un passaggio che, nelle intenzioni del governo, rafforzerà ulteriormente il modello organizzativo adottato.
Da qui la chiave politica rivendicata da Fratelli d'Italia: «È così smentita l'ennesima falsa narrazione delle sinistre sul mancato funzionamento della struttura che al contrario si presenta come un modello per l'Europa». Una linea ribadita anche dai parlamentari presenti.
«Mentre la sinistra vuole smantellare il modello Albania del governo Meloni, Fratelli d'Italia è qui per difenderlo e per continuare quella lotta all'immigrazione clandestina che ha già portato a una riduzione di oltre il 70% degli sbarchi», dichiara Augusta Montaruli. Sulla stessa linea Sara Kelany: «Vogliamo, con i fatti, smentire quella narrazione distorta e strumentale per cui queste strutture non funzionano o peggio sono un inutile spreco. Un progetto che funziona e che anzi rappresenta un modello per l'intera Europa».
Anche Marco Scurria insiste sul punto: «Il governo Meloni si era impegnato per questo risultato e, oggi, possiamo dire che ha mantenuto la parola.
Smentiamo i gufi della sinistra: chi ha ostacolato in ogni modo il pieno funzionamento dei centri in Albania lo ha fatto sulla base di una ideologia che fa l'interesse di una parte ed è contro l'interesse nazionale». Per il senatore di Fratelli d'Italia, Domenico Matera, infine, si apre una nuova stagione di contrasto ai flussi irregolari. «Siamo di fronte a un cambio di paradigma nella gestione delle politiche migratorie».