Detto da quelli che chiedono l'immunità per Ilaria Salis e i compagni condannati e le dimissioni per gli avversari indagati, non mi stupisce. Non mi stupisce che - dopo aver chiesto in Parlamento che l'Italia negasse le basi americane al presidente Donald Trump, reo di avere scatenato una guerra contro l'Iran fuori dal diritto internazionale e via blaterando (la lezione viene dagli amici dei bombaroli anarchici che fortunatamente sono esplosi da soli) -, la volta che il ministro Crosetto e la premier Meloni quel «no» lo pronunciano davvero, Elly Schlein e Giuseppe Conte, invece che applaudire, ricominciano col solito mantra: il governo venga a riferire. Per quel poco che conta, secondo me Trump fa benissimo ad affrontare l'Iran e la cupola del terrorismo internazionale. Io le basi le avrei concesse, come sempre ha fatto la sinistra quando era al governo e non aveva l'ossessione per Giorgia Meloni. Ma sono certo che chi governa sia più saggio di me. Per cui mi domando di cosa dovrebbe riferire Meloni a Schlein, visto che il governo ha fatto esattamente quello che l'opposizione auspicava, dimostrando al tempo stesso che gli insulti che provengono da sinistra («Schiavi di Trump», «Sudditi dell'America») sono balle. Nemmeno Trump ha avuto molto da dire sulla scelta di negare Sigonella, che come racconta Filippo Facci, costò invece a Craxi il gelo con Reagan.
Ma Meloni di «no» ne ha pronunciati più di uno, sia agli Usa, sia all'Europa e finora, chi è onesto intellettualmente, deve ammettere che sono dei «no» politici che hanno dato all'Italia maggior peso e non certo isolamento internazionale.Giorgia Washington
Mi domando di cosa dovrebbe riferire Meloni a Schlein, visto che il governo ha fatto esattamente quello che l'opposizione auspicava
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.