Linea aggressiva sull'immigrazione. Pieno appoggio alla Nato come presidio di sicurezza contro gli appetiti delle grandi potenze illiberali. Rilancio dell'alleanza con gli Stati Uniti di Donald Trump, anche in tempi di critiche e tensioni. E poi ancora un piano di aiuti alle famiglie, mentre l'invecchiamento demografico incombe e gli scenari internazionali minacciano le tasche di italiani e giapponesi. Dulcis in fundo, un femminismo nei fatti, ben prima che nei proclami. Il Giappone regala una maggioranza travolgente, oltre i due terzi, alla premier Sanae Takaichi (nella foto), che spinge a destra il suo Partito liberaldemocratico (Pld). E i parallelismi con la nostra presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la sua politica saltano agli occhi anche al di là dell'ammirazione che le due leader occidentali esprimono senza esitazioni per Margaret Thatcher, la Lady di ferro che cambiò il volto del Regno Unito, garantendo a Londra una svolta economica, sociale e strutturale. Un conservatorismo convinto, quello di Takaichi e Meloni, con un occhio sempre attento all'aspetto sociale.
Entrambe dicono no alle porte aperte all'immigrazione, nonostante il crollo della natalità e l'aumento della longevità accomuni i due Paesi, Italia e Giappone. Entrambe difendono cultura e tradizione declinandole al presente, in una forma di nazionalismo che punta al rafforzamento identitario delle ultime generazioni. Entrambe puntano a un'accelerazione delle spese per la Difesa per arginare l'ingordigia di autocrazie e dittature, con la Russia che vuole sbranare l'Ucraina e la Cina che punta dritto a Taiwan. Entrambe credono nel potenziale dell'alleanza con gli Stati Uniti, anche quelli di Donald Trump visti con sempre maggior diffidenza nelle cancellerie internazionali, e non hanno timore di voler rafforzare quell'intesa. Entrambe sono l'espressione di una leadership in grado di garantire stabilità ai propri Paesi, una merce sempre più rara in Europa come in Asia. D'altra parte, entrambe sono self-made women, donne che si sono fatte da sole, senza pedrigree altisonanti e con una lunga gavetta alle spalle. La leader giapponese, 65 anni il mese prossimo, è stata eletta per la prima volta alla Camera dei Rappresentanti nel 1993 ed è arrivata al potere nell'ottobre 2005. Giorgia Meloni, 49 anni, è entrata a Montecitorio nel 2006 ed è approdata a Palazzo Chigi nel 2022.
Nel mezzo, anni di militanza, incluse delusioni e sconfitte, in un mondo prevalentemente maschile nel quale sia Meloni che Takaichi si sono fatte valere scommettendo solamente sul duro lavoro e la passione politica. Il loro conservatorismo sociale e nazionalista piace agli elettori. Fermezza e azione hanno pagato alle urne. Fra Roma e Tokyo, da qualche ora, le distanze si sono accorciate.