Lotta ai mercanti di uomini e controllo delle frontiere. La svolta dell'Ue

Confermate le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi. Chiesta una maggiore accelerazione sul controllo delle frontiere, sui rimpatri e sulla lotta ai trafficanti. Meloni soddisfatta

Lotta ai mercanti di uomini e controllo delle frontiere. La svolta dell'Ue

Controlli alle frontiere, riconoscimento di un problema comune: sull'immigrazione, il consiglio europeo nelle scorse ore sembra aver posto le basi per un cambio di rotta a Bruxelles. Un cambio per la verità ancora tutto da verificare in ambito pratico, tuttavia la soddisfazione espressa già ieri dal presidente del consiglio Giorgia Meloni, ha certificato un clima molto diverso rispetto ad alcuni mesi fa.

Le conclusioni del consiglio

Il fatto stesso che i capi di Stato e di governo europei si siano riuniti a Bruxelles, è apparso un elemento significativo. Il vertice è stato importante per la presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky ma, al tempo stesso, è stato convocato anche per mettere in primo piano le questioni inerenti l'immigrazione. La riunione non a caso è avvenuta dopo la presentazione di una nuova bozza della commissione europea sulla gestione dell'immigrazione e dopo, tra le altre cose, le parole del presidente della commissione Ursula Von Der Leyen a sostegno di un approccio comune sull'emergenza.

Non solo, ma nei giorni scorsi è trapelata la bozza della dichiarazione finale del consiglio europeo in cui sono stati puntati i fari su due specifici obiettivi: aumentare i rimpatri da un lato, porre misure contro i trafficanti dall'altro.

Una bozza poi in gran parte confermata nel documento finale. “Il Consiglio europeo condanna i tentativi di strumentalizzare i migranti a fini politici – si legge nelle conclusioni – in particolare se usati come leva o come parte di azioni ibride destabilizzanti".

Si invitano la Commissione e il Consiglio – procede il testo – a portare avanti i lavori sugli strumenti pertinenti, comprese eventuali misure contro gli operatori dei trasporti che praticano o facilitano la tratta di persone o il traffico di migranti”. La lotta ai trafficanti inoltre, deve essere intrapresa “attraverso una forte cooperazione tra gli Stati membri e con Europol, Frontex ed Eurojust, nonché con i principali partner”.

Spazio anche alla necessità di maggiori controlli alle frontiere. "Il Consiglio invita inoltre la Commissione a finanziare le misure degli Stati membri che contribuiscono direttamente al controllo delle frontiere esterne dell'Ue - si legge nel testo finale - come i progetti pilota di gestione delle frontiere, nonchè al rafforzamento del controllo delle frontiere nei Paesi chiave sulle rotte di transito verso l'Unione europea. Occorre mobilitare immediatamente fondi e mezzi sostanziali europei per sostenere gli Stati membri nel rafforzamento delle capacità e delle infrastrutture di protezione delle frontiere, dei mezzi di sorveglianza, compresa la sorveglianza aerea, e delle attrezzature".

La nuova aria che tira a Bruxelles

Le decisioni finali dei capi di Stato e di governo sono arrivate anche dopo la lettera di otto Paesi dell'Ue con la quale si è chiesto al consiglio, alla vigilia della riunione, di cambiare il sistema d'asilo ritenuto un fattore di attrazione per i migranti. Un fronte trasversale che ha riunito da nord a sud diverse aree del Vecchio Continente, fattore quasi inedito a livello europeo.

Punti e iniziative quindi capaci di influire su una nuova fase politica riguardante l'immigrazione. I Paesi del nord, tra cui la Svezia presidente di turno dell'Ue, sono in gran parte tutti concordi nel potenziare le frontiere e ad aumentare il numero dei rimpatri. Posizioni convergenti con i Paesi mediterranei, anche se questi ultimi premono per un riconoscimento della specificità delle frontiere marittime.

Le parole di Giorgia Meloni

Sul riconoscimento della peculiarità dei confini meridionali è tornata la stessa Giorgia Meloni. “È importante occuparsi del confine meridionale, che è marittimo e richiede una cura particolare – ha dichiarato da Bruxelles il presidente del consiglio – Concordiamo sul fatto che l'Europa deve gestire le migrazioni, cosa che non ha fatto negli anni passati, come pensiamo che avrebbe dovuto fare, quindi sosterrò le richieste degli altri Paesi e spero che loro sosterranno le mie”.

Un po' come dire, per l'appunto, che il sud Europa è pronto a riconoscere le ragioni del nord Europa e viceversa. Forse anche per questo il capo dell'esecutivo si è spinto a proclamare ottimismo. “Mi pare che si siano già fatti dei passi in avanti – ha dichiarato Meloni – perché alla bozza delle conclusione, se guardiamo al passato, sul tema della dimensione esterna, sul tema del fatto che la questione migratoria è una questione europea, sul tema della specificità del confine marittimo, che ovviamente ha bisogno di risposte diverse, è un enorme passo in avanti rispetto al passato”.

“Per chi segue queste dinamiche – ha aggiunto il presidente del consiglio – sa che insomma negli ultimi cinque o sei anni immaginare che ci fosse una tela presa di coscienza su questa materia da parte del

Consiglio europeo era difficile. Insomma lo considero un ottimo punto di partenza, frutto di un importante lavoro italiano non solo politico ma anche della nostra diplomazia e quindi diciamo abbastanza ottimista”.

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