“Azioni concrete”: passa la linea italiana al vertice sui migranti | Gli 8 punti dell'intesa

L'incontro, voluto da Meloni e Sunak, ha evidenziato l'interesse dei partecipanti a bloccare il traffico di migranti. Stilato un documento con otto impegni concordati

“Azioni concrete”: passa la linea italiana al vertice sui migranti | Gli 8 punti dell'intesa

Il momento delle diagnosi e delle soluzioni teorizzate è finito. Ora servono "azioni concrete" per risolvere un problema che tocca tutti. La consapevolezza di fondo emersa da una riunione sui migranti convocata da Giorgia Meloni e dal premier inglese Rishi Sunak è stata proprio questa: occorre intervenire all'atto pratico per fronteggiare il business dei trafficanti di uomini, fenomeno che interessa sia i Paesi di primo approdo, sia quelli coinvolti nei movimenti migratori secondari.

Al tavolo della riunione presieduta dal premier italiano e da quello britannico erano presenti gli omologhi dell'Olanda, Mark Rutte, e dell'Albania, Edi Rama, la presidente della Commissione Ursula van der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron. Il risultato del meeting è stato un documento scritto con otto punti, stilati per affrontare l'argomento sotto varie angolazioni.

L'intesa in otto punti

Nel primo punto del testo sugli impegni comuni si prevede di "intraprendere un'azione incisiva, insieme e in cooperazione con i Paesi partner, per affrontare il contrabbando di migranti lungo le rotte e alle frontiere esterne, anche attraverso un'azione congiunta per chiudere le catene di approvvigionamento delle bande organizzate attraverso lo scambio di informazioni, la cooperazione operativa, le misure per fermare tutte le imbarcazioni coinvolte nel contrabbando e campagne di sensibilizzazione".

Il punto due - secondo quanto riporta l'Ansa - prevede di "aggiornare il quadro giuridico per rafforzare la lotta contro i trafficanti di esseri umani". Terzo, l'impegno dei sei leader partecipanti a "sviluppare partenariati globali con i Paesi chiave per affrontare le cause profonde della migrazione e sostenere lo sviluppo sostenibile attraverso l'istruzione, creazione di posti di lavoro e azioni di adattamento al clima".

Il quarto onere assunto durante l'incontro è stato quello di "sostenere i Paesi partner a rafforzare la protezione delle frontiere per prevenire l'attraversamento non autorizzato delle frontiere, nonché le capacità di ricerca e salvataggio, attraverso l'invio di personale, attrezzature e altro materiale". Un punto decisivo, viste le problematiche di scarsa collaborazione spesso emerse in passato.

Quinto impegno: il supporto di Paesi partner anche attraverso Oim e Unhcr inviando fondi adeguati. Sesto, il rafforzamento della cooperazione sui rimpatri e la riammissione "condividendo expertise e obiettivi diplomatici". Il settimo punto prevede la possibilità "di fornire ingressi umanitari e altro tipologie di fattispecie legali a chi ha diritto alla protezione internazionale". Infine, viene concordato "il rafforzamento della cooperazione nelle politiche dei visti assicurando che il sistema sia efficace contro le irregolarità".

L'impegno di Meloni e Sunak

Secondo quanto si apprende, l'idea di un tavolo per affrontare la questione sarebbe maturata da Meloni e Sunak durante l'ultimo vertice del G20 in India. E l'ulteriore notizia è che il format di confronto è destinato a proseguire, peraltro - riferiscono le medesime fonti istituzionali - senza preclusioni a ulteriori partecipanti. La problematica affrontata, del resto, non riguarda solo singoli Paesi ma interpella le politiche dell'intera comunità internazionale ed europea in particolare. Al momento non sarebbe stato fissato un preciso calendario di consultazioni, sebbene da parte di tutti sarebbe emersa l'intenzione di passare "dalle dichiarazioni di principio alla loro traduzione in fatti concreti".

Meloni: "Italia non è isolata"

L'Italia è "tutt'altro che isolata" in Ue nel dossier sui migranti, ha tenuto a sottolinare Giorgia Meloni a Granada, dicendosi "soddisfatta" per il testo raggiunto, che "viene incontro alle esigenze italiane". Nelle stanze del palazzo dei Congressi il premier ha poi rilanciato l'asse con il primo ministro britannico per dare corpo alla lotta contro i trafficanti di esseri umani, segnando per l'appunto l'avvio di un nuovo "format" di confronto internazionale.

Il ruolo decisivo dell'Italia

Che sia la volta buona, verrebbe da sperare, visto che in più occasioni gli impegni presi e le manifestazioni di comune lavoro non hanno prodotto gli effetti desiderati. Il governo Meloni, da parte sua, ha sempre lavorato proprio per invertire questa tendenza, come dimostrano i recenti e ripetuti contatti del premier con gli altri leader europei e con la presidente della commissione Ue, Ursula Von der Leyen. Nelle scorse settimane - a sottolineare questo cambio di passo - la leader di Fratelli d'Italia era riuscita a portare l'alta carica europea a Lampedusa, per farle osservare da vicino la situazione complicata vissuta nell'isola.

Ora l'idea comune è infatti quella di colpire la rete dei trafficanti a partire cominciando a spezzare il commercio dei barchini che diventano trappole galleggianti. A chi domandava chiarimenti sulla convocazione di un tavolo sui migranti, malgrado il tema non fosse in agenda della riunione odierna, le stesse fonti hanno sottolineato che sarebbe stata un'occasione persa non farlo, considerando anche la presenza del premier britannico.

Macron: "Impegni vincolanti con Roma"

Gli esiti sono stati positivi anche sul fronte dei rapporti tra l'Italia e la Francia. "Vogliamo sviluppare al livello della comunità politica europea una lotta all'immigrazione illegale" e nel nuovo format a 6 sulla migrazione saranno elaborati "impegni più vincolanti che saranno discussi nel prossimo summit organizzato dal Regno Unito", ha comunicato il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa a Granada. Nel breve periodo - ha aggiunto - "continueremo a rafforzare i controlli alla frontiera in cooperazione con l'Italia, che ringrazio per il lavoro congiunto", indicando la necessità per l'Ue e l'intera Cpe di "fare di più" nel "registrare meglio coloro che arrivano sul suolo europeo, proteggere meglio le frontiere, prevenire i flussi ed evitare le stragi nel Mediterraneo". Questo - ha aggiunto Macron - "è quello che vogliamo fare con Paesi d'origine e di transito, il cuore del lavoro lanciato con la presidente von der Leyen e la presidente Meloni, e ciò che vogliamo fare a livello della Comunità politica europea".

"Attuare il memorandum con Tunisi"

Le fonti ascoltate dalle agenzie di stampa riferiscono che non s'è parlato del cosiddetto "modello Ruanda" e che nessuno ha in mente questo tipo di soluzione. Nessun cenno nemmeno al tema delle Ong, tornato d'attualità in Italia dopo la nuova multa alla Open Arms.

Circa il fatto che a questa riunione fossero presenti i tre protagonisti della missione a Tunisi - ovvero Meloni, Rutte e von der Leyen - è stato notato che è emersa la volontà comune di attuare quell'accordo, sinora rimasto disatteso. E non certo per volontà dell'Italia.

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