Almeno 102 droni (di cui 87 intercettati) e due missili balistici Iskander lanciati durante la notte fra sabato e domenica, che hanno colpito 10 località. La Russia non smette di colpire l'Ucraina, nonostante i colloqui tenutisi nel fine settimana negli Emirati Arabi Uniti tra le due parti e gli Stati Uniti e il secondo round previsto per domenica prossima. Secondo la Ukrainska Pravda sabato si sono svolti non solo negoziati trilaterali, ma anche bilaterali solamente tra Ucraina e Federazione Russa. Per il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, "gli Stati Uniti, in qualità di mediatori nel processo di pace ucraino, stanno correndo contro il tempo e hanno fretta (di concludere un accordo di pace, ndr) il che è comprensibile". Mosca chiarisce di non avere fretta a deporre le armi, che le sue condizioni sul Donbass non sono cambiate. Poi l'affondo alla Ue: la "lunga" trattativa - dice Peskov - non avrà il contributo dell'Unione Europea, dove abbondano "funzionari incompetenti" come il "capo della diplomazia Kaja Kallas".
Non a caso il conflitto prosegue. A trarre il bilancio complessivo dell'ultima settimana è il presidente Volodymyr Zelensky, secondo cui i russi "hanno utilizzato più di 1.700 droni, oltre 1.380 bombe aeree guidate e 69 missili di vario tipo". "Mosca sta concentrando i propri attacchi sul settore energetico, su infrastrutture critiche ed edifici residenziali", spiega il leader ucraino, aggiungendo che "ogni giorno sono necessari missili per i sistemi di difesa aerea" e che "continuiamo a collaborare con l'America e l'Europa per garantire una maggiore protezione dello spazio aereo".
Proprio Zelensky è arrivato ieri a Vilnius, capitale della Lituania, per partecipare alle cerimonie per l'Insurrezione di gennaio (la rivolta antirussa del gennaio 1863) e per incontrare i suoi omologhi lituano e polacco, Gitanas Nauseda e Karol Nawrocki.
Anche il Pontefice ha lanciato un nuovo appello per l'Ucraina spiegando che "il protrarsi delle ostilità, con conseguenze sempre più gravi per i civili, allarga la frattura dei popoli e allontana una pace giusta e duratura".