Adesso si dimette pure Gaudio: la Calabria sprofonda nel caos

Il sostituto di Zuccatelli lascia: "Mia moglie non vuole andare a vivere a Catanzaro". Resta ancora aperta l'ipotesi Strada

Adesso si dimette pure Gaudio: la Calabria sprofonda nel caos

La sanità in Calabria finisce sempre più nel caos a causa degli infiniti pasticci che il governo non riesce a evitare. Proprio nelle scorse ore i giallorossi avevano designato Eugenio Gaudio come nuovo commissario, ma improvvisamente è arrivata la rinuncia all'incarico. "Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare", ha spiegato l'ex rettore de La Sapienza. Lo ha fatto sapere in un'intervista rilasciata a La Repubblica, dichiarando che l'ansia per un incarico così diverso da quello di medico non è la vera motivazione alla base della scelta: "Sarebbe una sfida importante, ma la famiglia per me è un valore primario".

Indagato nell'ambito dell'inchiesta sui concorsi truccati all'università, Gaudio si è detto molto colpito "dall'imbarbarimento della politica". E ha colto l'occasione per annunciare che il procuratore di Catania ha appena fatto sapere al suo avvocato di essere andato a depositare la richiesta di archiviazione per la presunta turbativa nei concorsi. "Ne esco come ne sono entrato, pulito. Ho vissuto sempre così e vedermi tirato dentro un'inchiesta giudiziaria per alcune telefonate in cui dico che non faccio impicci, sì, mi ha fatto male", ha confessato.

Il fratello Roberto all'Ansa ha rivelato che già ieri si era riservato di decidere. Dunque la nomina era stata data per certa ma lui in realtà non aveva ancora accettato: "Noi avevamo dei dubbi perché per mio fratello significava lasciare la sua vita a Roma e trasferirsi qui in Calabria".

Il pasticcio del governo

L'esecutivo ha fatto un vero e proprio disastro. Il generale Saverio Cotticelli si era dimesso dopo la clamorosa figuraccia, scoprendo solamente in televisione di doversi occupare del piano Coronavirus. Il governo aveva allora fatto affidamento a Giuseppe Zuccatelli, il quale però si era reso protagonista di un video - pubblicato in esclusiva da ilGiornale.it - in cui sosteneva l'inutilità delle mascherine e che per beccarsi il Covid-19 bisogna inserire la lingua nella bocca di un positivo per 15 minuti. Il manager sanitario si era poi dimesso e a quel punto i giallorossi avevano deciso di puntare su Gaudio, magari in tandem con Gino Strada. Così la Regione perde il suo terzo commissario nel giro di appena due settimane.

La scelta è stata comunicata ufficialmente in seguito a un recente e lungo colloquio con Roberto Speranza. "La Calabria sempre più rossa, di rabbia e di vergogna", aveva tuonato in mattinata la grillina Bianca Laura Granato. La senatrice del Movimento 5 Stelle aveva minacciato di non votare il decreto Calabria: "Oggi non ci sono, per quanto mi riguarda, le premesse per poterne votare in Aula la conversione".

"Ora via Speranza"

Non si sono fatte attendere le reazioni della politica. In molti si domandano cosa debba ancora accadere perché l'esecutivo tragga le conseguenze del caos generato. Secondo Anna Maria Bernini di Forza Italia questa è l'ennesima dimostrazione del "mix di improvvisazione e di incompetenza, tra scelte grottesche e improbabili soluzioni miracolistiche come quella di Gino Strada". Pertanto la presidente dei senatori azzurri propone di porre fine al commissariamento, restituendo alla Calabria il controllo delle proprie strutture sanitarie. "Ormai il governo ha smarrito la strada, e non solo in Calabria", ha concluso. Non manca il commento del leader della Lega, Matteo Salvini, che arriva a chiedere la testa del ministro della Salute: "Via Cotticelli, via Zuccatelli, ora via Gaudio. Attendiamo se ne vada Speranza".

Ma i malumori si manifestano anche all'interno della stessa maggioranza giallorossa. "Il governo non perda altro tempo e nomini un commissario alla sanità calabrese che abbia le competenze, le qualità e il coraggio per garantire ai calabresi il diritto alla salute, buone cure, legalità e trasparenza negli uffici", è l'invito del deputato pentastellato Paolo Parentela. Pure le sardine approfittano del momento per rilanciare il profilo di Gino Strada: "Anche Eugenio Gaudio è in procinto di rinunciare all'incarico di commissario alla sanità calabrese. Ne avete sbagliati tre su tre. Ora forse ci darete ascolto". E il direttoi interessato con un breve post sul suo profilo Facebook ha spiegato la sua posizione: "Leggo da un’agenzia di stampa che non sarei disponibile a fare il commissario in Calabria. Ribadisco - perché evidentemente serve farlo ancora - che non ho ricevuto nessuna proposta formale e che comunicherò personalmente le mie decisioni attraverso i canali ufficiali se ci sarà qualcosa di reale e concreto da comunicare. Mi sembra che la situazione sia già abbastanza difficile per i cittadini calabresi senza che diventi anche grottesca".