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Albanese choc. "No alla violenza ma sia monito". Meloni: "Grave"

La relatrice Onu e il blitz di Torino. Pure Fratoianni: "Il governo spieghi"

Albanese choc. "No alla violenza ma sia monito". Meloni: "Grave"
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"Sia un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro". A pronunciare queste parole choc dopo l'assalto dei collettivi pro Pal alla redazione de La Stampa a Torino avvenuto lo scorso venerdì, non è un esponente dei centri sociali ma la relatrice Onu Francesca Albanese intervenendo dal palco di "Rebuild Justice. Ricostruire la giustizia", l'evento organizzato dal Global Movement to Gaza all'Università Roma Tre in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese.

In effetti distinguere le dichiarazioni dell'Albanese da quelle dei collettivi è ormai diventato difficilissimo con una figura che dovrebbe svolgere un ruolo tecnico ma ha svestito i panni dell'esperta per indossare quelli da attivista partecipando a cortei, assemblee, eventi politici con una costante in tutti i suoi interventi: la presunzione. Dopo aver "perdonato" il sindaco di Reggio Emilia, ora lancia "moniti" ai giornalisti spiegando come svolgere il proprio mestiere. E poi c'è Nicola Fratoianni, il leader di Avs non incolpa i pro-Pal dell'attacco alla redazione, bensì il governo che non avrebbe vigilato affinché non accadesse.

Prima di partecipare al corteo del Global Movement to Gaza con la presenza di Greta Thunberg e Moni Ovadia, sempre l'Albanese è intervenuta affermando "condanno" l'irruzione a La Stampa, "è necessario che ci sia giustizia per quello che è successo alla redazione. Sono anni che incoraggio tutti quanti, anche quelli più arrabbiati, la cui rabbia comprendo e credetemi è anche la mia, che dico bisogna agire così con le mani alzate. Non bisogna commettere atti di violenza nei confronti di nessuno".

Poi le parole sconcertanti: "Ma al tempo stesso che questo sia anche un monito ai cronisti per tornare a fare il proprio lavoro, per riportare i fatti al centro del nuovo lavoro e, se riuscissero a permetterselo, anche un minimo di analisi e contestualizzazione".

Come prevedibile le sue dichiarazioni hanno suscitato numerose reazioni politiche a cominciare da Giorgia Meloni che, senza citarla, ha affermato: "È molto grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia anche solo in parte della stampa stessa". La premier ha poi aggiunto: "La violenza non si giustifica. Non si minimizza. Non si capovolge. Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso. La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità". Tranchant il vicepremier Matteo Salvini: "Ha bisogno di un bravo medico; è tragica".

Il senso delle parole della Meloni è stato ripreso da numerosi esponenti della maggioranza ma non sono mancate reazioni anche da sinistra con un mea culpa sempre più diffuso nel mondo progressista per aver reso un'icona una persona con posizioni radicali ed estreme come l'Albanese. A porre la questione è il leader di Azione Carlo Calenda secondo cui "Albanese è un'altra di quelle figure - come Ilaria Salis - di cui la sinistra si dovrà a un certo punto vergognare. Speriamo"; mentre il vicepresidente del Parlamento Ue Pina Picerno si dice "non sorpresa dalle dichiarazioni della Albanese".

Anche il senatore del Pd Filippo Sensi afferma "mi fanno orrore le parole di Francesca Albanese sulla aggressione fascista alla redazione de La Stampa, la solidarietà pelosa, il ditino, il monito a chi fa bene il suo mestiere, quello di informare. Le lezioni anche no". Parole di condanna condivisibili tranne per un punto: parlare di "aggressione fascista" come fa una parte della sinistra non solo è fuorviante ma sbagliato perché il fascismo non c'entra nulla e si è trattato di un'aggressione compiuta da attivisti pro Pal e collettivi del centro sociale di estrema sinistra Askatasuna.

Intanto si riorganizzano gli attivisti della

Global Sumud Flotilla per lanciare una nuova missione nei prossimi mesi, chissà che questa volta non si imbarchi anche Francesca Albanese, la sua presenza sulla Flotilla sarebbe probabilmente più appropriata che all'Onu.

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