La sinistra apre ancora una volta le porte del Parlamento agli impresentabili. Dopo aver ospitato in più occasioni l'uomo che sarebbe a capo della cupola di Hamas in Italia, Mohammad Hannoun, ieri alla Camera dei Deputati, sempre con la regia della parlamentare del Movimento Cinque Stelle Stefania Ascari, si è svolta la conferenza stampa intitolata "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo" con la presenza della relatrice Onu Francesca Albanese che ha presentato il suo rapporto. Tra i partecipanti c'erano i deputati pentastellati Dario Carotenuto e Carmela Auriemma, il senatore di Avs Peppe De Cristofaro e il deputato del Pd Arturo Scotto.
Insomma, prove generali di quella candidatura forse mai sopita, di chi continua a imbarcare tra le proprie fila personaggi noti per le polemiche che generano, non per quello che sostengono. La Ascari ha affermato nella sua introduzione che "è un onore ospitare alla Camera una voce libera e coraggiosa come quella di Francesca Albanese" per poi lasciarle la parola. La Albanese si è lanciata in un j'accuse contro l'Italia sostenendo che "Continua la repressione verso il movimento di solidarietà che chiede giustizia per ciò che sta accadendo in Palestina. Segnalo con preoccupazione la repressione del movimento no genocidio in questo Paese, che rappresenta un'altra forma di sostegno incondizionato a Israele". Da qui l'attacco alla legge sull'antisemitismo in discussione. Con "miss genocidio in corso" che sembra dettare la linea a una sinistra in cerca di autore. Soprattutto perché, forse, il Pd dimentica che tra i firmatari di un disegno di legge contro l'antisemitismo c'è uno di loro, il senatore Delrio. E che una parte del partito ha a cuore quel tema che il cerchio magico di Elly ha forse dimenticato. Secondo Albanese, infatti "le leggi che strumentalizzano la lotta necessaria contro l'antisemitismo per proteggere dall'esercizio della giustizia uno Stato accusato di crimini gravissimi contro l'umanità, crimini di genocidio, minano le fondamenta dell'ordine democratico e della libertà di espressione". Parole che hanno provocato l'immediata reazione della deputata di FdI Sara Kelany e della senatrice di Fratelli d'Italia Ester Mieli: "Sono abnormi le sue dichiarazioni. Dimentica, come sempre nei suoi interventi, che gli episodi di antisemitismo dopo il 7 ottobre sono esponenzialmente aumentati in Europa e in Italia. Dimentica che le piazze proPal sono state disseminate di messaggi orribilmente antisemiti, come "Palestina libera dal fiume al mare" o "appendi un sionista"".
E la senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini, apostrofa quelle frasi come "affermazioni gravi e scollegate dalla realtà. Se la sinistra insegue queste sirene, si va poco lontano". Duro l'intervento di Luigi Marattin, deputato e Segretario del Partito Liberaldemocratico in missione in Israele: "Mentre nella sala stampa della Camera qualche collega straparla di genocidio a Gaza io sono qui nel kibbutz Kfar Aza, che la mattina del 7 ottobre 2023 fu assalito da diverse ondate di terroristi di Hamas". E del presidente dei senatori di FI: " Albanese continua la sua campagna di odio verso Israele e chi lo difende".
Quando dentro Montecitorio era in corso la conferenza stampa, in Piazza Capranica di fronte al Parlamento si svolgeva la manifestazione organizzata dai gruppi proPal tra cui la Comunità Palestinese di Roma e del Lazio e Assopace Palestina intitolata "Antisionismo non è antisemitismo". La Albanese, in tour permanente per la presentazione del suo film Disunated Nations e alla ricerca di un seggio in parlamento per le prossime politiche, ha proseguito la sua giornata a Roma con un evento al centro sociale occupato SpinTime.
Come al solito si fa notare per il perfetto tempismo: dopo i fatti drammatici di Torino, scatenati proprio dagli abusivi di Askatasuna, si reca in una realtà che dovrebbe essere prossima allo sgombero, presente sulla "black list" del Viminale. La stessa Albanese che non ci risulta abbia espresso la minima solidarietà agli agenti feriti nel capoluogo piemontese. Ma forse il concetto di legalità non è uguale per tutti.