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Arrestato Calabrò, boss della 'ndrangheta. Coinvolto nel 1975 nell'omicidio Mazzotti

Arrestato Calabrò, boss della 'ndrangheta. Coinvolto nel 1975 nell'omicidio Mazzotti
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La condanna all'ergastolo, il biglietto aereo per Reggio Calabria e il pericolo di fuga. Scattano le manette per Giuseppe Calabrò, detto "Dutturicchiu", il 76enne ritenuto dall'antimafia punto di riferimento della 'ndrangheta a Milano.

Calabrò, nato a San Luca, è stato fermato nella tarda serata di venerdì dalla Squadra mobile di Milano. La condanna a vita gli è stata comminata dalla corte d'Appello di Como il 4 febbraio per l'omicidio di Cristina Mazzotti, la 18enne rapita nel 1975 e poi morta nella buca in cui era tenuta prigioniera. Il pregiudicato era a piede libero, in attesa del secondo grado. Per i giudici, il primo luglio di 50 anni fa ha fatto parte del commando del sequestro. Ha precedenti per traffico di droga ed è stato coinvolto nel procedimento della Dda di Milano sulle infiltrazioni mafiose nelle Curve ultrà di San Siro. Il fermo del 76enne è arrivato su disposizione dei pm Paolo Storari, Pasquale Addesso e Stefano Ammendola proprio perché dall'indagine Doppia Curva è emerso che "vantava e vanta, nella sua attualità, una fama criminale che lo porta a interloquire, su un piano di sovraordinazione, con esponenti di primo piano della criminalità calabrese, al Nord come in Calabria".

Così il provvedimento di fermo: "Ciò comporta come naturale conseguenza che l'imputato può godere di una serie di appoggi di carattere logistico e patrimoniale, attivabili in qualsiasi momento e in grado di garantirgli la latitanza e l'impunità per il gravissimo reato commesso. È pertanto concreto e attuale il pericolo di fuga". Anche perché "l'imputato ha prenotato per domani (ieri, ndr) alle 8.35 un volo Milano-Reggio Calabria".

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